Fine settimana intenso, questo. Capatina al mare, toccata e fuga al rifugio, mare verde e sole freddo, viaggio fino ad altro posto di mare pieno di amici, di colleghi, di festa. Festa che non mi appartiene (tanto per cambiare) ma la compagnia è riuscita a non farmici pensare, a distrarmi, a darmi un’alternativa. E allora giù a divertirsi, a parlare, a straparlare a causa di tutto quell’alcool a cui il mio fisico non era più abituato, e a ridere, a scherzare, a ululare dentro un microfono senza che nessuno possa sentirlo, a dare l’indirizzo di questo posto a una persona che di me sa praticamente zero. Perché l’ho fatto? Non lo so, ma mi andava, perché in quegli occhi ci leggo cose che mi intrigano, mi danno la sensazione che quella persona sia una bella persona. Come tale in possesso anche di cose che non mi vanno, ma esiste la persona a cui darei un giudizio di perfezione? Si, perché tutte a loro modo lo sono, solo che quando sono rapportate agli altri ovviamente non possono combaciare, per cui la perfezione è semplicemente relativa a chi giudica. Quel che un po’ mi incuriosisce ora è venire a sapere cosa potrebbe pensare ora detta persona quando le si aprirà una finestra sul mio essere, sul mio pensare, sul mio scrivere. Che cosa strana. Internet è aperta al mondo eppure se non sai cosa cercare puoi apprendere un sacco di cose sulla gente senza sapere niente di colei di cui apprendi. Fantastico. Ma se invece sai a chi associare ciò che leggi le cose sono ben diverse, e ora si conoscerebbero cose di me che tutti coloro che passano di qua sanno, ma pochissimi sanno chi è che pigia sulla tastiera per comporre tutto questo. Fantastico. E poi ieri ho anche risentito una di quelle persone che non voglio perdere, Angie, l’amica di Ombra, e mi ha fatto davvero piacere sentirla. E caso strano ha voluto che oggi l’abbia anche incontrata e mi è sembrato di aver letto gioia nei suoi occhi, anche se ancora velati dall’attesa di chissà quale responso di cui anche io attendo i risultati. Fantastico. Azz, quanto scrivono queste dita, quanto si lasciano andare quando seguono il pensiero. E non credo sia l’alcool di ieri, oramai dovrei aver dissipato anche i postumi di capogiro che avevo stamattina. Certo qualche svalvolata oggi in giro con gli amici l’ho data e anche di brutto. Tipo: La cioccolata calda si mangia o si beve? Domandone da un milione di dollari. O ancora: ma una cerbottana è un cervo femmina di facili costumi? Per oggi l’ho detta, vado a nanna…