giovedì, 14 febbraio 2008, ore 15:43

- Ciao Virus buon san valentino... con questo non voglio mettere il dito nella piaga.. ma prendilo come un san valentino non la festa degli innamorati ma delle persone che si vogliono bene -

Come si fa a non voler bene a una persona così?
viruslibero
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categoria : sms , la germanica





venerdì, 08 febbraio 2008, ore 01:11

Come si fa a rientrare subito a casa stasera? Pizza versione tritabudella nonchè collauda-conati (compreso il mio), due risate davanti alla tv, altre due al locale con amico che trangugia panini modello cassonetto, poi direzione casa. Ma solo direzione, davanti casa ci si passa, ma si parte per la tangente a inseguire la luna e le stelle, a danzare sulle note e a sognare e disilludersi tra ombre d'auto con vetri appannati e cinghiali che ti passano davanti con tutta la tranquillità di chi sa che a quell'ora non hai un fucile in braccio (ma nemmeno in altri orari nè mai).

Come si fa a dir di no a una germanica che per la quarantesima volta in quarantacinque turni che le toccano ti chiede di essere sostituita? Non le si può nemmeno negare la promessa di un giro con la bimba alla prima occasione, posso solo negarle troppi particolari sul perchè mi ritrovi ancora scompagnato nella vita, per sms non mi viene, e nemmeno in altro modo. Un perchè non ce l'ho, non io e non ora.

Come si fa a riuscire a rispondere pacatamente al capo quando, appena tornato a lavoro pur dovendo essere in malattia come indicato su certificato medico, ti si fanno anche le battute su quanto sei stato via e su come magari lo si sia fatto apposta per evitare di lavorare? Non so come si fa, so solo che, con altrettanta battuta si fa presente che, visto quanto scritto sul certificato medico, forse era davvero meglio starsene a casa, cosa che mi riprometto di fare la prossima volta ma che sicuramente, da fesso quale sono, non farò di certo.

Come si fa a continuare ad avere sensazioni di quando da bambini ci si faceva le ripicche a vicenda pur di dire "vinco io, tiè.." in una pseudo-sfida senza vincitori nè vinti ma con soli partecipanti che girano attorno all'albero rincorrendosi senza prendersi? Porta a qualcosa?

Come si fa a continuare a coltivare un qualcosa di simile alla speranza quando questa viene continuamente calpestata e derisa, quando non addirittura annientata dall'indifferenza, provando addirittura l'impressione che tutto questo sia anche consapevole e voluto?

E come si fa a starsene seduti e fermi in attesa? Si fa, all'inizio si fa, poi ci si alza e si va via, per tornare ogni tanto, dare un'occhiata e tornare ad alzarsi, e si finisce per tornare sempre più di rado, sempre più di rado, la voglia c'è, quella non si perde di certo, ma l'impressione che si ha alla fine può sembrare di distacco e di perdita, non è questo ma lo sembra. E se poi lo diventa davvero?

Come si fa a sembrare quel che non si è? Non lo so...
viruslibero
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categoria : sfoghi, sms , amicizia, pensieri personali, delirio, la germanica





lunedì, 29 ottobre 2007, ore 11:26

Non so come interpretare questa cosa, diverse volte quando mi si vede con delle amiche o parlo di loro si pensa spesso che sotto ci sia ben altro. E' così strano per un uomo avere delle donne come semplici amiche?

E' successo anche ieri mattina, quando ho preso la bimba per un giretto, tanto per staccare dai soliti pensieri che mi vagano per la testa. Nel mio gironzolare per le strade qua attorno sono capitato in quel posto che mi è amico, dove faccio volontariato, dove la bimba ormai quasi ci va da sola. E' sempre bello vedere il mare al mattino col sole che lo abbaglia e che di riflesso abbaglia anche gli occhi di chi lo osserva dall'alto. Mi fermo al bar, quelli che ormai sono degli amici mi salutano, mi chiedono come mai sono là, se per caso sono di servizio. Sorrido, oggi libera uscita, mi tocca domani sera (ossia stasera). Poi, tanto per parlare mi si fa la fatidica domanda che tutte le volte mi lascia spiazzato: "E la donna oggi non l'hai portata?"

Mille pensieri e nessuno mi scorrono nella mente, non ce l'ho mica la donna, faccio i vari collegamenti, cerco di capire a chi si possano riferire, un'ideuzza si fa strada, in moto con me ne vengono ben poche, ma chiedo lo stesso. "La donna?" Quale?" Il mio riferimento è chiaramente inteso col fatto che di amiche ne ho diverse, ma forse da quelle parti pensano a una sola, e in effetti intendevano proprio lei, la germanica. Mi scappa mezzo sorriso, dico di no, che questo periodo ha qualche problemino fisico e non riuscirebbe a stare sulla sella della moto, per quanto le piaccia parecchio. Poi, giusto per puntualizzare nel caso non si fosse capito, aggiungo che io e lei, pur se abbiamo un bellissimo rapporto, non stiamo insieme.

Rimangono un pò straniti, come chi era talmente convinto di una cosa che non riesce ad accettarla o pensa sia uno scherzo. E anche qualche giorno fa, una sera che eravamo di servizio, mi è stata fatta la battuta da un altro volontario del posto perchè mi si trova spesso di servizio a coprire i turni della germanica. E' così strano che se lei ha problemi fisici chiede al primo che sa essere abbastanza disponibile per aiutarla a coprire dei turni che erano già stati prefissati? Bisogna per forza pensare che ci sia "dell'altro"?

Questo per quel che riguarda la germanica, ma anche il mio collega di lavoro, che proprio non concepisce un discorso di amicizia mista, pensa che quando vado a far visita alla cicciona, la mia amica del cuore, ci sia per forza "dell'altro". E' così difficile accettare un discorso simile? Non so se sono strano io o se il pensiero comune (prettamente maschile ma non sempre) non accetta sentimenti sinceri che prescindono dal sesso.

Un'altra amica tempo fa mi aveva detto che l'amicizia tra uomo e donna esisterebbe solo se già prima ci fosse stato dell'altro e poi fosse finito, altrimenti il sesso ci si metteva di mezzo. Forse è vero, forse no, sarei un bugiardo a dire che un pensiero non ce l'ho mai fatto, ma credo sia comunque nella natura umana, e comunque spesso quel pensiero è rimasto tale, senza implicazioni come quelle che vedo spesso nelle "amicizie" maschili che mi stanno intorno.

Quando penso a quel "dell'altro" devo avere coinvolgimenti che vanno ben oltre il sesso, altrimenti rimangono solo impulsi chimici naturali che hanno tutti, chi più chi meno, e che non mi bastano per andare oltre.
viruslibero
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categoria : donne, racconti, sensazioni, amicizia, pensieri personali, la germanica





venerdì, 14 settembre 2007, ore 00:23

Sempre meno spesso, dovrei dire purtroppo, sono e credo anche sarò presente per alcune persone. Magari in seguito le cose si aggiusteranno, magari sarò meno preso da me stesso, magari potrò tornare ad avere la stessa partecipazione di prima. Ma non lo so, il futuro non lo sa nessuno (almeno credo), e ora come ora so di aver trascurato diverse persone, e non per cattiveria o dimenticanza.

Mi piacerebbe ribadire quello che ripeto da una vita, che l'amicizia, quella vera per come la intendo io, non si misura con la quantità di tempo dedicata, in effetti non si misura proprio, è amicizia, possono passare giorni oppure anni, ma se è vera rimarrà sempre tale, e basteranno due minuti per essere nuovamente quello che magari si pensava non fosse più. Certo è difficile da credere, ma a me succede, succede di continuo, proprio con quelle persone, poche ma buone, a cui tengo di più. E mi dispiacerebbe se dovessero arrivare a pensare che il mio non farmi vedere o sentire per qualche tempo possa essere sintomo di perdita, perché non lo è.

Anzi, sono io il primo che si pone problemi se mi faccio vivo troppo spesso dopo essere magari sparito per qualche tempo, e mi è capitato di pensare di stare "approfittando" troppo della situazione. Certo, poi mi è stato detto che non era assolutamente così, in fondo anche io farei l'impossibile per coloro a cui tengo davvero. La mancanza di contatto però non voglio sembri una perdita di sentimento, perché quello non è condizionato dalla frequentazione.

Giorni fa mi è capitato di ricontattare Angie, che mi ha detto avere una giornata non bella e che nel caso ci saremmo sentiti in seguito. Mi ha detto anche che le aveva fatto piacere che l'avessi contattata visto che non ci si era più sentiti. Non so cosa sia successo, non so il perché dell'umore basso ma non ho insistito, ho solo detto che, come sempre, per qualsiasi cosa bastava chiamarmi, cosa che comunque proverò a rifare io nei prossimi giorni.

Anche con la Germanica sono un po' sparito, anche se ci sentiamo spesso in ogni caso, e un po' anche con la sirena che se ne è di certo accorta e me l'ha fatto notare. Ho usato le ferie per estraniarmi da tutto il resto, spero nessuno se ne abbia a male, ma avevo bisogno di stare con me stesso. Adesso magari tornerò ad avere più tempo da dedicare alle persone della mia vita, quelle a cui tengo, quelle che mi danno tanto e vogliono poco.
viruslibero
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categoria : donne, lettere, amicizia, la germanica





lunedì, 13 agosto 2007, ore 17:14

Ancora qui a farmi le solite domande, le solite riflessioni. Certe cose ancora non riesco a capirle, e chi me ne da motivazione non mi sa spiegare il perchè. Sta di fatto che riesco ad avere fiducia da certe persone in modo trasparente e incondizionato, e questo va bene, ma non capisco come riesca a farlo trasparire. Perchè ad alcune persone riesco a dare l'impressione (che non è sbagliata, sia chiaro) di potersi fidare di me ciecamente? Eppure non sono poi tanto diverso, esternamente, da chiunque altro. Anche sabato la germanica mi ha per l'ennesima volta dimostrato di avere per me una stima che non so nemmeno se meritare. Cena tra colleghi volontari, diciamo fra amici ormai, anche se il mio concetto di amicizia è piuttosto impegnativo e particolare, in ogni caso posso dire che queste persone, dato che ognuno per l'altro farebbe tutto quanto gli è possibile in caso di bisogno (uno dei punti cardine per essere amici con me), insomma, anche se le confidenze che ci scambiamo l'un l'altro non sono poi tante, posso dire che siamo amici. Io e la germanica non eravamo in servizio, gli altri due si, assieme a un terzo arrivato in serata dopo cena. Noi rimaniamo in terrazza a chiacchierare come sempre, il terzo va a letto perchè la mattina dopo deve alzarsi molto presto. Dato che i due in servizio stanno assieme sentimentalmente ovviamente dormono nella stessa stanza. Dilemma, di stanze in tutto ce ne sono tre, quindi o io dormo assieme al terzo collega rischiando di svegliarlo, oppure... nella stessa stanza con la germanica!! I due dicono di dormire assieme a lei (tanto che problema c'è? nessuno, in effetti è vero...), ci guardiamo, sorride e mi dice "vabbè dai, per questa volta..." E ridiamo. La faccio preparare, attendo che entri sotto le lenzuola, poi entro io e dico che dormo in costume da bagno. Dopo mezzo secondo di imbarazzo iniziale dovuto a chissà quali congetture preordinate dal comune benpensare, mi sdraio e spengo la luce. Iniziamo a parlottare del più e del meno, a che ora ci alziamo, ma facciamo colazione al bar, fesserie del genere. Poi i discorsi si fanno un pò più seri, a un certo punto cambia tono, diventa seria, come se parlasse a un'amica qualsiasi, e mi dice cose che, come tutte le altre volte, non mi aspetto mai mi vengano dette, Chissà perchè penso sempre che certi argomenti una persona, in special modo una donna, non li vada a prendere con un uomo. Ma forse anche questo fa parte del comune ben pensare, e forse è per questo che persone come lei riescono a stupirmi tutte le volte. E' bello però sentirla raccontare le sue vicissitudini con tanta naturalezza, senza nessun fastidio o imbarazzo. Finiamo di parlare, non so darle consigli, posso solo darle qualche opinione, dirle cosa penso, che impressioni ho. A un certo punto non ce la faccio e le chiedo perchè. Perchè ne parla proprio a me, chi sono io in fondo? Non ho niente di così particolare. "Tu sai ascoltare, si capisce che sei una bella persona, che ci tieni alle persone". Sorrido, a volte mi domando se magari quando chiedo queste cose lei non pensi che lo faccia per autocompiacermi, e invece me le chiedo davvero, e continuo a non crederci o a non capacitarmene, è fuori dall'ordine delle cose. Ma nemmeno io in fondo ci sto molto dentro all'ordine costituito del "normale", del "giusto" e del "comune pensiero"...
viruslibero
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categoria : racconti, sensazioni, amicizia, la germanica





lunedì, 23 luglio 2007, ore 03:45

Il mio attuale essere latitante da tutto ciò che qualche tempo fa era nella norma mi ha anche allontanato da persona a cui pensavo e che contattavo regolarmente, non spesso ma regolarmente. Mi sono ritrovato a passare, mentre ero fisicamente in camion con un amico e mantalmente lontano da qualunque cosa che non fosse solo mia, nei pressi della casa al mare di colei che qualche tempo fa sentii per telefono e che mi disse delle cose che comunque mi riempirono di gioia, perchè non mi aspettavo certo una tale considerazione, anche in virtù del fatto che per qualche tempo ero stato rapito dai suoi occhi e che in effetti poteva farla ritrarre nei miei confronti. Angie è una di quelle persone che sono entrate di diritto nella mia vita nella classifica delle persone a cui voglio bene pur non sentendola spesso. E mentre passavo di là ho per qualche attimo pensato a lei e al fatto che era ormai troppo tempo che non la avevo cercata, ch non chiedevo di lei, e me ne dispiaceva. E quasi automaticamente ho pensato, dicendolo a voce alta, che divevo chiamarla o farmi sentire. L'amico mi guarda attonito nel rumore dell'aria che entra nella cabina e prova a non farci sentire l'enorme calura della mattinata e mi chiede di chi io stia parlando. Quasi a risvegliarmi da un torpore che mi portava non lontano da quei luoghi lo guardo e dico il nome di Angie, che anche lui conosce di vista. Oltrepassiamo il luogo citato, oltrepassiamo altri posti che ,volenti o nolenti, albergano anche loro in ricordi e sogni e raggiungiamo la destinazione. Facciamo il lavoro prefisso in un afa allucinante che riempie le nostre maglie e i nostri abiti di tanto sudore da inzupparli, ma finiamo anche più in fretta del previsto. Al rientro stesso tragitto fatto in direzione opposta, stessi luoghi e stessa visuale, solo rovesciata. Quasi a far capire che mentalmente ci si è sentiti e capiti arriva sul telefono il messaggio di Angie. Quasi incredulo chiedo all'amico di chi gli avessi parlato nel viaggio di andata. Fa il nome di Angie. Sicuro di non stare ancora sognando gli faccio presente che chi mi ha cercato è proprio lei. Pochi messaggi, stima reciproca che pare non essere stata intaccata da neinte e da nessuno, con mia grande gioia ovviamente, e tra un messaggio suo e qualche intermezzo della germanica che non manca mai di farsi almeno sentire, ci salutiamo con scambio di affetto ricambiato reciprocamente. E mi chiedo allora, ovviamente senza avere risposta chiara e logica, quanto di ciò che è avvenuto sia frutto di ipotetici collegamenti mentali e quanto dal caso puro e semplice, domanda che va ad aggiungersi alle altre domande uguali a questa che mi faccio tutte le volte che mi capitano "contatti" con persone a cui voglio bene poco dopo che le ho pensate. Risposta? Non ce n'è, rimane la gioia di quei contatti, siano essi virtuali, tecnologici o "vivi".
viruslibero
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domenica, 15 luglio 2007, ore 00:11

Pomeriggio al mare, il posto è bello, anche se le montagne vicinissime fanno si che il sole sparisca in fretta oltre le cime. In compagnia della germanica abbiamo passato un bel pomeriggio, insolito devo dire, non mi aspettavo di avere un simile rapporto con una persona che, seppur gioviale e simpatica, è anche molto timida. E invece siamo scesi in spiaggia solo noi due, ci siamo trovati un posto non troppo affollato e ci siamo goduti il mare tra uno scherzo e l'altro, una chiacchierata e l'altra. Dapprima parlando del più e del meno, poi ci siamo fatti il bagno, una nuotatina tanto per dire che ancora muovo i muscoli ormai semiatrofizzati dalla mancanza di movimento, e poi sdraiati al sole a scherzare e a buttarci la sabbia addosso, o lei a spruzzarmi l'olio solare che non uso mai, a tirarci i sassolini o ancora a minacce non tanto velate di bagni fuori programma e sfide a farlo finite in acqua!!! E poi nuovamente al sole come lucertole a parlare di cose sempre meno frivole per finire con lei che mi racconta dei suoi fatti personali, dei suoi incontri, delle sue amicizie e non solo delle amicizie. E tutte le volte che mi succede arrivo sempre al punto del chiedermi perchè. Perchè alcune persone trovano "normale" confidarsi con me? La germanica è arrivata già altre volte a raccontarmi cose sue, ma sempre tramite messaggio, insomma mai direttamente, mai a voce. Stavolta invece ha voluto proprio che ci trovassimo nella situazione in cui poteva farlo a voce, senza tramite tecnologici dove è più semplice a volte "parlare" senza blocchi. Ma ispiro davvero tanta fiducia? Eppure non mi pare di essere poi così diverso da chiunque altro. E non so perchè fossi convinto che per una donna fosse maggiormente facile parlare con un'altra donna piuttosto che con un uomo, in questo caso allora è sbagliata l'usanza o io sono un caso particolare. E invece lei parla con me dei fatti suoi come lo fa con una delle sue migliori amiche, Deborah, collega di entrambi nel volontariato. Se da un lato mi fa un enorme piacere avere tanta fiducia da parte sua, dall'altro mi ha tolto dei dubbi sul suo atteggiamento a volte un pò ambiguo. Non era evidentemente come pensavo o temevo, e in questo periodo non può che farmi piacere, perchè la mia testa e la mia anima sono decisamente altrove, perse nei meandri di una cortina fumogena, come in effetti, tra una pausa e l'altra mi è accaduto spesso anche oggi, cosa che accade praticamente sempre da un pò  questa parte. Eppure più cerco di non impicciarmi degli affari altrui, più le persone vengono da me non tanto a chiedere consiglio, quanto a raccontarmi le cose, come se avessi scritto in faccia che dirmele è come chiuderle in una cassetta di sicurezza, cosa peraltro vera, liberandosi allo stesso tempo di un peso, come se il "raccontare" a qualcuno sia una liberazione. Se è questo sono ben felice di aiutare queste persone, anche perchè molto spesso sono persone altrettanto degne di fiducia, non sempre, certo, ma spesso.
viruslibero
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martedì, 03 luglio 2007, ore 09:47

Ma perchè appena inizio a pensare una cosa, a esserne quasi certo, arriva puntuale qualcosa che rimette tutto in discussione? Stavolta addirittura sembra che tutto quello di cui avevo parlato proprio non c'entri niente! Messaggi di speranza, di porte da lasciare aperte, di porti da lasciare in vista all'orizzonte, messaggi velati che contengono desideri reconditi, cambiamenti d'idea, sfaldamento di principi che alla fine limitavano le scelte e le possibilità. Però mi si dice che si naviga e che si prova ad andare avanti, si vive, si cerca, come se quello su cui si scherza lo si considerasse in realtà un sogno impossibile, una cosa fuori dagli schemi e quindi imponderabile, ma che lo stesso si brama e si vuole. Non ci capisco più niente. E allora rimango dentro ai miei sogni, alle mie priorità, al mio desiderio di dolcezza ed emozione, quello che non porterà a niente di "concreto" ma che va vissuto perchè è giusto così.
viruslibero
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lunedì, 02 luglio 2007, ore 09:57

Messaggi subliminali arrivano ogni tanto, e io che ne mando diversi "dovrei" capire. Ma me ne accorgo sempre e costantemente in ritardo. Così capisco che come al solito chi mi diceva che le cose stavano in un modo e che io invece non me ne accorgevo aveva ancora una volta ragione. Ora però non so cosa fare, non so come comportarmi. Seguendo il "ragionamento" questo è il mezzo che dovrei utilizzare per spedire il messaggio, per dire che ho capito, per dire che ho sempre pensato che il mio scrivere qua non fosse "captato", e invece era così e chi me lo aveva detto aveva ragione. Certe cose che scrivo qua, se interpretate, possono anche dar adito a un senso molto diverso da quello che io intendo dare, ma non è certo una giustificazione, vorrei solo far capire che i miei pensieri, alla fine, sono sempre e solo un intrico di emozioni e sensazioni che nemmeno io so capire, e che lo scriverle a volte mi aiuta a farlo. Sono pieno di insicurezze e dubbi che il mio essere così complicato crea per le vicissitudini in cui negli anni sono stato coinvolto, e capire me stesso non è mica semplice, a volte ho bisogno d’aiuto, di quello che alcune persone, che leggono qua ma anche che vedo, sento e incontro, riescono a darmi. Ci sono persone che riescono a trovare delle regole in quello che succede, a dare un motivo, a creare una sorta di codice che classifica le cose che succedono, io, per fortuna o purtroppo, non sono così, non riesco a dire che una determinata cosa funziona così, siamo tutti troppo diversi l’uno dall’altro e non posso, non voglio dire che una persona è così piuttosto che cosà, sarò scemo ma devo “sentire” cosa provo per qualcuno, cosa mi comunica, se mi piace o no, e questo posso farlo conoscendo la persona o sentendo a pelle cosa trasmette. A volte riesco, a volte no, e questo fa venire fuori anche dubbi, pensieri, “paure”, imbarazzi. E così capita anche che a volte non ci si capisca appieno con chi magari vorrei conoscere meglio. E’ quello che credo sia successo finora, avrei dovuto capire prima, avrei dovuto sapere che quello che scrivo qua viene letto eccome, a differenza di quello che pensavo, e non so se ora sia tardi, certo quei segnali ancora ci sono, uno esplicito è arrivato, e se ho ragione non fa che confermare che la persona di cui parlo ha un cervello mica male, ha emozioni e timidezze, sta nell’ombra ma è sempre lì, affacciata, quasi a vedere quel che succede senza “disturbare”. E la cosa mi piace e mi lusinga, e anche alla bimba di sicuro.

viruslibero
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sabato, 23 giugno 2007, ore 02:14

Continuo a guardare da lontano la germanica. E continuo a non capire cosa stia facendo, cosa stia pensando. La sua mente ancora fresca ha reazioni proporzionate al suo essere, anche se in effetti il metodo di pensiero è sviluppato, è sveglio, non "omologato". Ha una sorta di spavalderia con cui nasconde il suo essere introversa e  timida, non si lascia andare perchè la complicatezza della situazione non le permette di capire, di sentire cosa c'è dall'altra, perchè dall'altra troppe cose non sono razionali, non combaciano, non hanno senso logico, sono discontinue. E lei sembra le studi, cercando barlumi di logica o quantomeno di sicurezza su cui basare comportamenti e aspettative, ma con troppe variabili in gioco avere un chiaro quadro della situazione sembra alquanto complesso. E allora lei continua a tastare, alludere, lanciare il sasso e nascondere la mano, per cercare di vedere cosa provoca quel gesto, trovarci un effetto, un senso, una logica. Ma in certe cose la logica, lo si sa, non è contemplata. E lei attende, e dall'altra si attende, camminando paralleli. Ma prima o poi un punto di incontro lo si troverà, quando magari le traiettorie convergeranno, arriveranno vicine al punto che magari basterà un piccolo passo per far vedere bene che intenzioni ci siano. Se chi dico io ha ragione, questo può essere una di quelle traiettorie di convergenza che potrebbe dare il via a una qualche reazione, altrimenti il mio pensiero è esatto e questo non servirà a niente, non ora e non qui.
viruslibero
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categoria : la germanica