Secondo giorno di reclusione, ma è l'ultimo. Venerdi sera in effetti mi sentivo un po' strano, ma non dò peso solitamente a raffreddore o tosse. Così, mentre ero a cena da mia sorella, visto che avevo anche un po' di brividi mi obbliga a misurarmi anche la febbre. Beccato in pieno, temperatura a 38. Mi tempesta delle solite frasi di rito "Prendi qualcosa, ho della tachipirina, ti fa bene" e via dicendo. Ovviamente rifiuto, i medicinali li prendo solo quando servono davvero, non per una cosa che passa da sola. Torno a casa, dò la notizia a mamma, stessa scena moltiplicata per dieci, stesso rifiuto, ormai so da solo cosa fare. E non sono mancate le raccomandazioni anche via internet, che fortunatamente non hanno insistito come in famiglia.
Così vado a letto a sperimentare il solito metodo, nella speranza che non succedesse come l'ultima volta, cinque anni fa, quando sono rimasto una settimana intera con la febbre che è rimasta stabile a 37,3 senza accennare a scendere. Dicevo, solito metodo, una bella sudata megagalattica durante la notte con due bei piumoni sopra, certo al mattino non profumo di violetta, ma gli effetti di solito si fanno sentire. Sabato mattina tra una cosa e l'altra sono rimasto a letto fino a mezzogiorno e mezzo, da tanto che stavo bene al calduccio. Ricordo solo di essermi svegliato quando i miei mi hanno detto che andavano in campagna e che sarei rimasto solo e quindi di arrangiarmi per il pranzo.
Quando mi sono alzato mi sono infilato sotto la doccia, poi ho preso un po' di legna e ho fatto il fuoco nel camino, ho aperto il frigorifero, agguantato un po' di riso avanzato dal giorno prima, l'ho riscaldato e divorato assieme ad altre cosine trovate qua e là. Mi sono misurato la febbre, 37,2 a mezza giornata non è male, anche se di solito la mattina e la sera è un po' più alta. Odio stare rinchiuso in casa, da solo poi è un supplizio, guardare la tv non è certo il mio passatempo preferito, ho anche riletto cinque o sei numeri dei fumetti che compro sempre (Zagor). Il pomeriggio è nuvoloso ma non c'è freddo, nella piazza davanti casa la gente porta i bambini a giocare.
Troppo tempo "libero", troppi pensieri, troppi ricordi che mi martellano la mente, troppa voglia di scappare via, in altri posti, in altri tempi, in altri modi. Arriva la sera. Tornano i miei, mamma infreddolita che si lancia verso il camino a riscaldarsi, babbo vabbè, l'uomo duro di casa che si contiene, ma poi si avvicina anche lui. Arriva una telefonata, mi chiedono se esco in giro, dico che sono lievemente indisposto. Mi misuro nuovamente la febbre, siamo a 37,6. Si sapeva che sarebbe aumentata un pò, ma chissà perchè sono ottimista. Tra letture e pc vado a letto verso l'una, come al solito.
Altra bella dormitona al calduccio (quasi quasi due piumoni li lascio), ma stamattina mi alzo prima, verso le dieci. Solo anche oggi, che allegria, prima di qualsiasi altra cosa mi misuro la temperatura, 36,5 , niente febbre al mattino, buon segno, domani sono a posto. Un'occhiata al pc, altra doccia megagalattica, ho la barba di un bandito ma non ho voglia di radermi, così preparo un altro bel fuocherello. Arriva l'ora di pranzo, dato che sono abbastanza pigro ma sopratutto non so cucinare, e oltretutto non so fare il sugo che è finito, mi preparo un pò di pasta al burro. Mi chiedo se preparare anche qualcos'altro nel "lungo" elenco di cose che so fare, tipo uova fritte, ma mi riservo di decidere dopo la pasta, che invece mi sazia in abbondanza. Non so come ma decido anche di lavare i piatti, cosa non farei per far passare il tempo, questa carogna di tempo che quando vorrei si fermasse scorre via come un fulmine, quando voglio che passi se ne sta là a guardarmi e a ridere di me!!
La tv è accesa ma la domenica è peggio del sabato, tra Domenica In, Buona Domenica, film per bambini senza cervello (giuro, io guardo anche i cartoni animati, ma certi film per bambini sono allucinanti) e altre robette assurde decido di vedere un DVD. La giornata fuori è bella, qualche nuvola ma è bella, e penso alla mia bimba chiusa in garage che urla "Usciamooooo!!" e mi viene la paranoia. Il cellulare che sta zitto poi non se ne parli, avere tutto il tempo di osservare per ore quella lucetta che non diventa mai blu è davvero una tortura.
E ora mi ritrovo qua con il termometro sotto l'ascella ad aspettare che mi dica come sono messo, ma credo di saperlo, me lo sento addosso se sto male, il naso, anche se non totalmente, ormai è libero, la tosse sta passando sensibilmente e non ho quel poco di dolori muscolari che avevo ieri se non al collo, ma questo è normale. Responso del termometro 36,7 , eh si, domani si torna a lavoro, e domani sera di servizio, insomma, tutto come prima, per fortuna o purtroppo, a seconda dei casi. Mi sono risparmiato due giorni di campagna, che mi aspettano comunque il prossimo fine settimana...
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racconti, cazzeggio