lunedì, 28 aprile 2008, ore 09:55

Giorno di festa, la bimba mi porta via.

Giornata intera in ballo di gruppo, ma solo con me stesso, montagna e mare, e sole.

Pensieri lontani e opprimenti.

Divertimento e spensieratezza, per un pò.

Mancanza e malinconia, per un altro pò.

Strada veloce, pensieri di pari passo.

Casa, zainetto, ancora strada.

Mega cena, alla faccia della dieta.

Persone, cagnara, chiasso, gente nuova, spirito unito.

Notte tranquilla, relativamente, tanto sonno, tanta stanchezza.

Doccia, colazione, divisa, concorrenti, tanto sole e tanta polvere.

Panino a pranzo.

Altro sole, altra polvere.

Rientro, riposo, telefono, tanto telefono.

Altra mega cena, altra mega dormita.

Doccia, colazione, divisa, altri concorrenti, meno sole e meno polvere.

Altro panino a pranzo, pochi interventi e tutti di scarsa rilevanza.

Rientro, saluti, bimba, strada veloce, pensieri veloci.

Doccia calda scioglie e si porta via la stanchezza.

Sirena, cicciona, telefono, tensione palpabile.

Sollievo, ma non troppo, si sente.

Paura, la solita, la regalo e non voglio.

Incomprensione, perchè questo è.

Cena, parenti, mente altrove, altro spazio e altro tempo.

Cicciona, giro in macchina, biliardo, tanto biliardo.

Ore piccole, al solito, mondo strano spostato di qua.

Pensieri e parole sulle dita, partono, non so quando arrivano.

Letto, piumone, calduccio, musica, pensieri che si sciolgono e si riannodano.

Buio.
viruslibero
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categoria : racconti, moto, amicizia, cazzeggio, delirio, cicciona





mercoledì, 16 aprile 2008, ore 10:28

Ho un cuore che pulsa e si dibatte come non mai. Energie nuove ma conosciute danno vigore a un ritmo che ormai si era assopito su se stesso. Cose piccole danno davvero tanta forza. Piccole parole con rinnovata fiducia, quasi non ci credo, eppure stanno lì a brillarmi negli occhi, a darmi cose spaventose. Volare alto, si può cadere, ma è meglio star per terra? Arrivare deciso, duro, impenetrabile, credendo di essere tutto questo, e perdere tutto in un secondo, in uno sguardo, una parola. Ci riprovo, dico ciò che penso, congelo tutto per poi sciogliermi ancora, e ancora. Il tocco è semplice, delicato, eppure giusto, un completarsi quasi inquietante tanto è perfetto. Finisce il tempo, finisce il tocco, continua la sensazione di esso, sempre e comunque. Mi ci rituffo ogni volta, e ogni volta è assurdo. Inquietante e assurdo.
viruslibero
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categoria : sensazioni, metafore





venerdì, 11 aprile 2008, ore 10:24

Ci sono regole non scritte che sono vere quasi sempre, diciamo al 99%.

Una è sicuramente che i deficienti in automobile sono come le lumache: sono lenti fino allo sfinimento ed escono sopratutto con la pioggia.

Come è anche vero che nel traffico più uno ha l'auto di grosse dimensioni e meno è in grado di saperla utilizzare.

Mah...
viruslibero
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mercoledì, 09 aprile 2008, ore 15:55

Nascosto dietro a quello che non sono proseguo ancora sotto una luce lunare che da tempo non rischiarava più il mio cammino. Io e la luna, un tutt'uno che mi da forza, che mi fa vivere, che mi da emozione. Il paesaggio resta sempre in penombra, ma ora si vede, si vede molto e si intuisce tutto. Arriverà mai la luna piena?
viruslibero
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lunedì, 07 aprile 2008, ore 16:19

Tanto per non smentirmi, oggi parlo del padre del Babbeo, ossia del grande capo.
Stamattina una scena che si vede spesso in azienda, ma che tutte le volte mi fa un effetto che è la mescolanza di tante cose. Sono rientrato da un'intervento presso un cliente e ho trovato il capo che parlava con due persone vicino alla mia postazione.

Ho dovuto usare gli stivali chiodati da alpinismo per non scivolare sulla saliva che c'era per terra! L'operazione lecchinaggio estremo era in corso da qualche minuto e gli effetti si vedevano lontano un miglio, il capo era quasi prono e prontissimo ad abbassarsi i pantaloni e immolarsi alla causa dell'azienda. Sono quindi venuto a sapere che uno di questi due è il responsabile capo dell'ufficio tecnico della sede locale di un'apparato statale, mentre l'altro, che lavora sempre in questo apparato, pare sia un onorevole o ex onorevole.

Avevano un problema col pc portatile di uno dei due e chiedevano spiegazioni. Ovviamente sono stato spedito a casa dell'onorevole con effetto immediato (non mi è nemmeno stato chiesto se c'era qualcosa da finire in ufficio) e altrettanto ovviamente non credo che l'intervento verrà mai pagato se non con altri tipi di "favoritismi". Non me ne dovrebbe importare poi tanto, io in effetti devo fare quello che mi dice il capo.

Solo ogni volta che vedo scene simili mi viene un misto di pena per lui, di compassione perché in fondo è una vita che usa questi metodi per far andare avanti l'azienda (se aspettiamo i risultati sul campo del figlio Babbeo stiamo freschi), di prurito alla lingua perché a leccare culi non sono bravo e mi viene di usarla per dire quello che penso, di nervosismo al pensiero che le cose debbano ancora funzionare così, di insofferenza perché il solo pensiero che un uomo anziano possa ancora prostrarsi così di fronte a chi pensa di avere chissà quali poteri, o peggio che lo faccia anche di fronte a persone che certi poteri non li hanno ma li millantano mi irrita.

E in tutto questo è ovvio che devo star zitto e far finta di niente. Non credo di essere in grado di amministrare e gestire un'azienda, sono il primo che lo ammette, probabilmente se dovessi averne una fallirei dopo poco tempo proprio per il mio pensare che devo fornire servizi senza chiedere favori a nessuno, meritandoli nel caso, non supplicandoli.

Però ho visto da solo clienti tornare da noi (dalle mie parti si dice che prima o poi tutti tornano a bere dalla fontana dove in precedenza hanno defecato) dopo avercene detto di tutti i colori e poi aver appurato che altri non danno quanto diamo noi, e non perché siamo migliori, anzi tutt'altro, ma solo perché siamo "onesti". Però mi spiace, mi spiace davvero vedere una persona che in teoria è già in pensione continuare a venire in azienda per cercare di tenerla su anche a causa dell'incapacità di qualcuno che invece se ne frega altamente. Mah...

viruslibero
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categoria : lavoro, pensieri personali, babbeo





mercoledì, 02 aprile 2008, ore 02:01

Pensieri sparsi sul tavolo della vita, insieme a quelle emozioni tanto grandi quanto soffocate. E' questo che faccio, le soffoco e le maschero, quasi sempre. Solo al buio, o da solo, solo allora vengono fuori così come sono, così come vengono, a travolgermi e a inondarmi. E' così da una vita, pochi eletti hanno visto me stesso, pochi eletti conoscono quello che sono davvero, e a volte nemmeno tutto, spargo frammenti del mio essere un po' qua e un po' là, mostrando parti di quello che sono alla rinfusa, un po' di me a lui, un po' di me a lei, un po' di me a quell'altro, e pochi hanno abbastanza pezzi per ricomporre il mosaico, pochi sanno capire e comprendere quell'essenza di cui mi compongo, e infatti sono incomprensibile, sono strano, sono bizzarro, dolce, insopportabile, paziente, irascibile, insofferente, amico, nemico, molto, nessuno. Ma quasi mai tutto insieme, quasi mai quello vero. Sensazioni represse mi scivolano calde sulla guancia, questioni di principio apparentemente futili corrono impetuose in un tono di voce alterato ma inutile, lame affilatissime ledono arterie vuote dentro parole pesanti che abbatterebbero un palazzo, emozioni semplici e leggere volano come ali di farfalla su parole scritte e sorvegliate da lontano, sogni e pensieri vanno contro tutto e tutti senza pentirsi mai di fare quello che è comandato da un orologio senza batteria. Dare un senso a tutto questo... non ha senso. Lo si da per quello che si ha dentro, ma non per quello che ho dentro io. Ognuno può plasmarlo e capire ciò che vuole, alla fine conta e non conta, perché quello che ho dentro lo so solo io. Mondi diversi hanno orbite diverse, moti diversi, atmosfere diverse. Si può provare ad andare di pari passo, ma non si capisce se non si entra dentro, e qua è chiuso, pochi hanno la chiave, e solo dell'ingresso. E' buio dentro, l'interruttore generale è stato spostato in cantina. Sta facendo notte, diventerà sempre peggio. Bisognerà aspettare l'alba, ma questo mondo a che velocità va? Quanto dura la notte da queste parti? Non lo so. Non lo so....
viruslibero
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categoria : sfoghi, delirio, metafore