domenica, 24 febbraio 2008, ore 01:38

Sento troppo, da un lato è dura, dall'altro è fantastico. Dura perché ogni emozione è una botta forte, fantastico perché forse riesco anche a trasmetterla.

Ma sono migliorato io o è regredito qualcun altro? Perché oggi, in giro con la bimba, un amico che ricordavo guidasse meglio di me faceva errori sui errori e quando stavo davanti non riusciva ad avere il mio passo? Bioritmi forse, giornata buona per me, meno per lui, forse, di certo io e la bimba andiamo davvero d'accordo questo periodo...

Ho divorato un libro in pochi giorni, cosa inusuale per me, mi ha preso parecchio e lo finirò tra poco. Non so se esserne contento oppure no, perché da un lato vuol dire che mi è piaciuto molto, moltissimo, dall'altro vorrei non finisse, per quello che mi ha dato, per quello che mi ha fatto vivere, per il batticuore che avevo e che ho mentre lo leggo. Ne voglio un altro altrettanto bello. Consigli?

Ho ordinato e sto aspettando Caos calmo, e infatti mi sono rifiutato di andare a vedere il film prima di aver letto il libro. Spero sia bello come mi hanno detto.

Serata tra amici, un compleanno, festeggiato in pizzeria, conferme di affinità, cazzeggio vario, segnali strani che non colgo e non voglio cogliere, il pensiero e l'anima che volano oltre l'orizzonte, come solito, come sempre.

Gli auguri di buon anno, dati per l'ennesima volta, come in ogni occasione in cui ci si vede, che si ripetono per più di duecento volte su trecentosessantacinque, un rito ormai, quasi un saluto, mandati e scambiati addirittura via fax, che quest'anno magari ci faremo una volta in più: anno bisestile...

Mi chiedo quanto sono strano a volte, ma non so rispondermi...

viruslibero
P.link ¤ commenti (9) ¤ commenti (9)(popup)
categoria : racconti, amicizia, cazzeggio, pensieri personali





domenica, 24 febbraio 2008, ore 01:12

Ma da quando? Da quando è che mi devo giustificare? Da quando è che devo rendere conto a chicchessia di quello che faccio e di come lo faccio?

Non me ne importa proprio niente di quel che le persone pensano di me, perché chi un poco mi conosce sa benissimo cosa e come penso, e sa anche che le cose le ho sempre dette come sono e come le vedo, piacciano o no. E quando non mi si sente per un po' i motivi sono miei e solo miei, non devo dover giustificare il motivo, e non deve per forza essere merito o colpa di qualcuno.

Se ci si vuole offendere e fare le bambinate prego, avanti, mettetevi in fila e aspettate il vostro turno per il dovuto bigliettino di Vaffanculo, chiunque voi siate, reali o virtuali, a maggior ragione se virtuali. Queste cose sono state già dette e ridette, eppure sembra che a volte non le si voglia intendere. Non ho mai illuso nessuno né mi piace farlo, l'amicizia o presunta tale non la misuro dalla quantità di tempo con cui frequento o sento le persone, se questa è l'idea che vi siete fatti mi spiace, avete sbagliato, non sono la persona che fa per voi.

Delusione, l'ennesima, sono talmente abituato che già le persone reali subiscono questo trattamento, e quelle virtuali invece forse nemmeno meritano tanta considerazione, ma visto che è evidente che qualcuno, per illusione o per cavolacci suoi, si sente irritato dalla mia assenza virtuale perché anche io posso avere un qualsiasi motivo per snobbare l'ambiente internet, faccio presente che non devo nulla a nessuno e non prometto mai niente che non posso dare, quindi per piacere, non aspettatevelo, rimarreste delusi.

Detto questo, chi si sente toccato da questo mio sfogo mi faccia un favore, non mi risponda, non commenti, non mi scriva in privato, non mi cerchi su msn, non mi cerchi proprio, divento un poco intrattabile davanti a certi atteggiamenti. Per tutti gli altri, state pure tranquilli, Virus è sempre Virus, comunque lo si voglia chiamare.

Eccheccazz...
viruslibero
P.link ¤ commenti (4) ¤ commenti (4)(popup)
categoria : sfoghi





venerdì, 22 febbraio 2008, ore 15:31

Attimi e lacrime in parole che scorrono via, lisce e veloci come un fiume in cui mi immergo per non star fuori a guardarmi. Troppe le domande, forse solo una, sento troppo tutto quanto, meglio farlo immerso in storie altrui, vere o romanzate, facendo quel che faccio da sempre senza esserne mai troppo coinvolto come ora. Ascolto e vivo senza sentire il tempo che scorre via, quasi stupendomi di come ogni tanto mi ritrovo a parlare, ascoltare e scambiare sensazioni con chi, così uguale e così diverso, mi avvolge con sé in un tempo infinito e un fuso che non è il mio ma che ogni volta mi prende con sé senza che io me ne accorga. E stavolta le parole mi escono con la semplicità di quando le scrivo, molto più compresse e vive, ma sempre mie e sempre sentite. Niente consigli, solo opinioni, solo emozioni e analisi esterne, seppur da coinvolti e già reduci. Il tempo non cambia quel che di bello trovo ogni volta, forse quasi lo rafforza, lo riempie, e non per quel che viene detto, ma per come viene fatto e per quello che in tutta la sua semplicità rappresenta.
viruslibero
P.link ¤ commenti (2) ¤ commenti (2)(popup)
categoria : sensazioni, amicizia, telefonata, cicciona





giovedì, 14 febbraio 2008, ore 15:43

- Ciao Virus buon san valentino... con questo non voglio mettere il dito nella piaga.. ma prendilo come un san valentino non la festa degli innamorati ma delle persone che si vogliono bene -

Come si fa a non voler bene a una persona così?
viruslibero
P.link ¤ commenti (6) ¤ commenti (6)(popup)
categoria : sms , la germanica





mercoledì, 13 febbraio 2008, ore 10:20

Da rompipalle patentato quale sono anche oggi non è mancata occasione di venire a sapere che il babbeo ne ha detta un'altra delle sue.

Scene viste e riviste, con lui è un deja vu continuo e noioso, ma a volte riesco ancora a ridere di quest'uomo.

Ieri mattina sono arrivato in ufficio e subito mi sono messo a lavoro su un computer da preparare urgentemente per un cliente e su cui lavoravo già dalla sera prima, ed ero già stato "pressato" dal capo, dalla segretaria, dalla figlia del capo e dal cliente stesso per fare il più in fretta possibile.
Il babbeo (figlio del capo nonchè futuro proprietario dell'azienda, ahinoi) è arrivato poco dopo e ha chiesto ai colleghi come fossero messi col lavoro perchè c'era da andare a farne uno ugualmente urgente dove servono persone per far prima. Dopo l'ok dei miei colleghi viene anche da me a fare la stessa domanda.

Babbeo - Come sei messo col lavoro? (fantasia eh?)

Io - Ho da finire questo di tal cliente che aspetta urgentemente...

Babbeo - E quanto ci metti?

Io - Sinceramente non lo so, ho appena formattato, va installato, configurato, reinmessi i dati salvati, insomma, c'è un pò da fare...

Babbeo - Ma lo finisci per stamattina?

Io - (Ma parlo arabo o cosa?) Non lo so, te l'ho detto, dipende da quanto ci mette a fare l'installazione e tutto il resto...

Babbeo - Perchè c'è da andare in tale posto a fare questo lavoro qua

Io - Ho capito, ma non posso dirti vengo a tale ora, non so quanto ci metto

Babbeo - Ma ce la fai a liberarti per questo pomeriggio?

Io - Facciamo una cosa, dimmi tu cosa devo fare, per me problema non ce n'è, devo finire questo o devo venire a fare quell'altro lavoro? Dimmelo tu, a me non cambia nulla, col cliente ci parli tu però

Babbeo - ...


A questo punto se ne è andato coi due colleghi e io ho continuato a fare il lavoro che facevo.
Stamattina, parlando col collega sono venuto a sapere che il babbeo, come suo solito, anzichè dire le cose in faccia come faccio sempre (purtroppo) io, si è lamentato con lui del fatto che ho un caratteraccio, che è stufo del mio atteggiamento e che se non sto attento questo mese lo stipendio decide lui quando darmelo.

Oggi è 13 e lo stipendio l'ho preso adesso, in ritardo come tutti i colleghi, ma lo stipendio me lo da il capo e non lui, e non è lui che decide queste cose, a lui piace tantissimo fare il duro con tutti meno che con gli interessati, mi fa ridere il fatto che con me non è capace di ribattere nemmeno se sono calmo, figuriamoci se un poco mi altero. Il mio atteggiamento, per quanto io non sia esattamente un agnellino, diventa poco trattabile quando trovo persone come lui che mi fanno mille domande a cui ho già risposto.

Farebbe molto prima a dirmi cosa vuole in modo chiaro e conciso, però quando invece le cose chiare le chiedo io allora sono un rompiballe.

Ho un lavoro da finire, vuoi che faccio questo o faccio altro? Io sono un dipendente, dimmi tu cosa vuoi che faccia, sei tu quello che comanda, non io, prendi le decisioni e assumitene le responsabilità.

Sono anni che si va avanti con questa storia, sono diventato intollerante con lui proprio perchè mi sento costantemente preso in giro, mi chiede le cose volendo fare in modo che sia io a deciderle, portandomi secondo lui a fare le cose senza che sia lui a ordinarle. E io non lo faccio, semplicemente perchè io chiedo solo che mi si dica cosa fare, se decido qualcosa da solo è perchè ho già preso impegni con qualche cliente, se l'impegno si disdice è perchè lo ha deciso lui, e lui se ne prende le responsabilità. Non mi sembra poi così difficile, a dire di essere un capo sono bravi tutti, a fare il capo però ci vogliono palle, e il babbeo palle non ne ha.

Ma poi mi chiedo, con chi va a lamentarsi di me? Col mio collega. Lo sa che poi le cose me le dice no? O forse è quello che vuole? Ma che figura ci fa a mandarmi a dire le cose tramite altri? Ha paura di me? Forse, ma penso che abbia solo la consapevolezza, per esperienza, che quando parla con me deve avere argomenti solidi, altrimenti torna a casa con le pive nel sacco. E' troppo abituato a usare paroloni e fare il saccente, e quindi sa che con me non funzionano certe cose perchè io vado sempre al nocciolo del discorso senza girarci attorno.

Gran futuro per l'azienda...
viruslibero
P.link ¤ commenti (3) ¤ commenti (3)(popup)
categoria : racconti, lavoro, sfoghi, collega, babbeo





venerdì, 08 febbraio 2008, ore 01:11

Come si fa a rientrare subito a casa stasera? Pizza versione tritabudella nonchè collauda-conati (compreso il mio), due risate davanti alla tv, altre due al locale con amico che trangugia panini modello cassonetto, poi direzione casa. Ma solo direzione, davanti casa ci si passa, ma si parte per la tangente a inseguire la luna e le stelle, a danzare sulle note e a sognare e disilludersi tra ombre d'auto con vetri appannati e cinghiali che ti passano davanti con tutta la tranquillità di chi sa che a quell'ora non hai un fucile in braccio (ma nemmeno in altri orari nè mai).

Come si fa a dir di no a una germanica che per la quarantesima volta in quarantacinque turni che le toccano ti chiede di essere sostituita? Non le si può nemmeno negare la promessa di un giro con la bimba alla prima occasione, posso solo negarle troppi particolari sul perchè mi ritrovi ancora scompagnato nella vita, per sms non mi viene, e nemmeno in altro modo. Un perchè non ce l'ho, non io e non ora.

Come si fa a riuscire a rispondere pacatamente al capo quando, appena tornato a lavoro pur dovendo essere in malattia come indicato su certificato medico, ti si fanno anche le battute su quanto sei stato via e su come magari lo si sia fatto apposta per evitare di lavorare? Non so come si fa, so solo che, con altrettanta battuta si fa presente che, visto quanto scritto sul certificato medico, forse era davvero meglio starsene a casa, cosa che mi riprometto di fare la prossima volta ma che sicuramente, da fesso quale sono, non farò di certo.

Come si fa a continuare ad avere sensazioni di quando da bambini ci si faceva le ripicche a vicenda pur di dire "vinco io, tiè.." in una pseudo-sfida senza vincitori nè vinti ma con soli partecipanti che girano attorno all'albero rincorrendosi senza prendersi? Porta a qualcosa?

Come si fa a continuare a coltivare un qualcosa di simile alla speranza quando questa viene continuamente calpestata e derisa, quando non addirittura annientata dall'indifferenza, provando addirittura l'impressione che tutto questo sia anche consapevole e voluto?

E come si fa a starsene seduti e fermi in attesa? Si fa, all'inizio si fa, poi ci si alza e si va via, per tornare ogni tanto, dare un'occhiata e tornare ad alzarsi, e si finisce per tornare sempre più di rado, sempre più di rado, la voglia c'è, quella non si perde di certo, ma l'impressione che si ha alla fine può sembrare di distacco e di perdita, non è questo ma lo sembra. E se poi lo diventa davvero?

Come si fa a sembrare quel che non si è? Non lo so...
viruslibero
P.link ¤ commenti (5) ¤ commenti (5)(popup)
categoria : sfoghi, sms , amicizia, pensieri personali, delirio, la germanica





mercoledì, 06 febbraio 2008, ore 11:55

Per chi come me stare a casa significa autolesionarsi in mille pensieri doverci essere costretto causa influenza può diventare una tortura. E' da venerdì sera scorso che infatti mi ritrovo ingabbiato ad aspettare che la febbre faccia il suo corso. Dopo i primi due giorni di febbre che stazionava fra i 38 e mezzo e i 39, è da domenica che, come al solito, di giorno sto bene e la sera la temperatura corporea sale fino a 37 e mezzo.

Dato che non ho più nessuna voglia di imparare a memoria la scaletta dei programmi televisivi facendo zapping selvaggio con quel povero telecomando ieri è venuto il mio medico, mi ha visitato, come al solito ha detto che ho una fibra forte, che sono uno tendenzialmente sano ma che se insisto a non prendere niente mi tengo i postumi ancora per qualche tempo e che rischierei anche una ricaduta.

Mi ha dato una cura e mi ha detto che anche oggi e possibilmente domani devo stare a casa, guardandomi male quando ho detto che già oggi io volevo tornare a lavoro. Insomma, sono ancora inchiodato a casa. E' vero che un po' me l'ho cercata, Giovedì scorso, nonostante sentissi di non essere proprio a posto, a lavoro ci sono andato in moto, e la sera sono comunque andato a giocare a calcetto. Il venerdì infatti ero un po' intontito, e quando me ne sono rientrato a casa perché sentivo di non star bene il termometro mi ha chiesto se fossi scemo ad andarmene a lavoro con la febbre a 38 e mezzo.

Mi sono fatto certe sudate sotto due piumoni che devo aver dimagrito il dimagribile, a volte essere influenzati è comodo per la dieta! Non che ne avessi bisogno chissà come, però insomma, sto quasi diventando maniaco della linea (se mi sente chi mi conosce mi prende per matto).

Però ieri mi hanno detto che ho attaccato l'influenza anche al babbeo!! Almeno i miei colleghi saranno contenti di non averlo tra i piedi questi giorni. Insomma, se stasera la temperatura se ne rimane a livelli accettabili domani torno a lavoro, non ho più voglia di stare dentro casa. Voglio uscireee
viruslibero
P.link ¤ commenti (3) ¤ commenti (3)(popup)
categoria : racconti, babbeo