Ci si spera sempre, ma le persone difficilmente cambiano. Magari quelle caratteristiche di alcune persone che riescono a stizzirti e che non ti piacciono non sono poi tanto "grosse", però viste in situazioni di tutti i giorni le puoi anche considerare in modo anche accondiscendente, in altre possono dare molto fastidio. Così succede che l'amica del cuore della sirena decide tempo fa di aprire un locale.
E' una tipa strana, un'artista anche lei, dipinge perché dipingeva il padre, o forse dipinge perché così ha deciso la madre dopo la morte del padre. Niente da dire, sono scelte, anche se in passato ho visto l'invidia di quelle due per la sirena e le sue doti artistiche che erano e sono molto apprezzate nonostante la sirena non abbia frequentato l'accademia di belle arti come la sua amica. Mi faccio la mia opinione, condivisa per la madre, a mio parere non una di quelle che io considero belle persone, non condivisa per quanto riguarda l'amica, che in qualche occasione ha mostrato cose di sé che la sirena non ha ritenuto gravi, io invece si, ma forse dipende dal concetto che abbiamo dell'amicizia quando viene ritenuta vera.
Questa però è solo una premessa, la mia opinione d'altronde rimane comunque personale, non per forza deve essere verità né deve essere per forza condivisa. La caratteristica di cui parlavo è quella che nel quotidiano è l'essere ritardatari cronici. Appuntamenti e orari non sono proprio il suo forte, e sta anche bene quando sono cinque, dieci, quindici minuti, comincia a diventare irritante quando magari superano la mezz'ora quando non oltre.
E' capitato di darsi appuntamento in pizzeria per festeggiare magari un compleanno, fortunatamente non in tanti, e di prenotare per un orario tipo le otto e mezza ad esempio, e di dover aspettare anche un'ora il suo arrivo, con tutto quello che ne consegue, imbarazzo con i camerieri o il gestore per il continuo rinvio dell'ordinazione, l'irritazione per l'attesa stessa, il nervosismo per l'ennesima volta che questo succede. Tutti i pensieri e possibili giustificazioni come traffico, imprevisti e cose varie che si sapeva bene non esistere infatti si sono ridotti a un ritardo per il cambiarsi, per l'aver fatto tardi da un'altro impegno, insomma per ritardo su ritardo. Che io più che ritardo, disorganizzazione o altro la chiamo mancanza di rispetto verso il prossimo.
Comunque l'ennesima perla si è avuta ieri sera. La tipa decide di aprire un locale, un'idea anche carina se vogliamo, un caffè letterario con bar, sala lettura, sala esposizione opere d'arte, studio e sala per lezioni d'arte applicata. Orario inaugurazione: le sette della sera. Dato che non si tratta della mia città io con la sirena, sua madre e mio cognato decidiamo di partire per arrivare là verso le sei, già d'accordo con lei per trovarla sul posto, di modo che poi possiamo ripartire presto per via di altri impegni nostri. Altri amici andranno più tardi e si tratterranno.
La nostra puntualità fa spavento, alle sei e qualche minuto siamo fuori del locale. Suoniamo. La sorella della tipa ci viene ad aprire, lei non c'è, è andata a prendere delle cose. Ci sta, stanno per inaugurare, gli ultimi ritocchi prima dell'apertura, diciamo che è normale. Facciamo un giro per il locale, ce lo gustiamo senza il casino che verrà perché ancora non c'è praticamente nessuno. Carino, qualcosa mi sembra un po' da cambiare come disposizione, ma tutto sommato l'idea mi piace. Passa qualche minuto e lei arriva. Saluti e baci, ultimi ritocchi, poi lei con la sorella vanno via, devono cambiarsi a casa e tornare con la madre di lei. Conoscendo le sue abitudini le chiediamo se tarda perchè poi noi dobbiamo andar via presto, dice di no, che per le sette sarà di ritorno.
Lasciano nel locale il suo ragazzo (che con il locale non c'entra niente) e una parente. L'addetto al bar esce anche lui a prendere non so cosa. Noi continuiamo a sbirciare per il locale, tra tavolini ricolmi di stuzzichini, opere più o meno verosimili appese alle pareti, libri etc. Io e mio cognato usciamo a fare un giretto nei dintorni e ad aggiornare la tessera parcheggio per la sosta dell'auto. Passa il tempo, si fanno le sette meno dieci, decidiamo di tornare, ormai ci siamo. Fuori un po' di gente già aspetta, noi suoniamo e ci fanno entrare ma lei non è arrivata, e nemmeno l'addetto al bar è rientrato.
Si fanno le sette, alla gente che sta fuori il ragazzo dice che ci sarà un piccolo ritardo per le sette e mezza, poi la chiama e lei dice che ha quasi finito di cambiarsi e che sta arrivando. Sette e dieci, sette e un quarto. L'assembramento i persone fuori comincia a diventare imbarazzante. Alle sette e venti il ragazzo decide di cominciare a fare entrare la gente, dicendo che la tipa sta per arrivare. Io ero già quasi idrofobo alle sette e dieci, anche se un po' me l'aspettavo, solo non credevo a questo modo.
E vedere la gente arrivare con regali, fiori di buon augurio, pensierini vari sentire lui imbarazzatissimo dire sempre che lei stava per arrivare mi ha solo fatto pensare che al suo posto mi sarei sotterrato. Alle sette e mezza, poi, è arrivato l'addetto al bar. Noi abbiamo aspettato fino alle sette e quaranta, dopodiché non potevamo più aspettare e ce ne siamo andati via. Oggi abbiamo saputo che lei, la madre e la sorella sono arrivate là alle otto e mezza!!!
Ora io dico, va bene, sei ritardataria, ma stai aprendo un locale, una cosa tua, il tuo lavoro, quello che hai scelto di fare nella vita, possibile che non riesci ad avere quel poco di senso pratico per capire che hai anche una responsabilità da adesso in poi? E vuoi cominciare così? Se il buongiorno si vede dal mattino...
Oltre a questo mi chiedo anche come sia possibile non riuscire a pensare che hai dato appuntamento (e stavolta l'hai fatto tu, non ti è stato chiesto di essere in un posto a una certa ora) a non so quante persone, sicuramente più di cento, e che tardando un'ora e mezza hai mancato loro di rispetto in un modo allucinante! E per finire hai lasciato solo nel tuo locale il tuo ragazzo, che con la gestione del locale non c'entra nulla, a scusarsi per il tuo ritardo con una miriade di persone.
Sinceramente parlando queste sono cose che poco tollero, e credo che se fosse capitato a me di essere nei panni di quel ragazzo semplicemente avrei spento le luci e me ne sarei andato, lasciando lei, una volta arrivata, a giustificarsi con i pochi che sarebbero rimasti ad attendere l'apertura. Proprio non capisco...
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racconti, amicizia, pensieri personali