Non mi piace ritrovarmi in certe situazioni, forse non piace a nessuno, mi costa sempre un pò dover essere troppo duro con chi non lo merita, ma sono anche dell'opinione che determinate cose vadano dette subito e direttamente, prima che la situazione assuma una piega troppo "brutta" e che rischia di far davvero troppo male. Ho metodi e toni forse discutibili nel dire le cose, o comunque nel cercare di farle capire, ma indorare la pillola credo serva a ben poco, meglio se si vede come la penso e trovare un accordo o comunque chiarire bene la situazione. Tralasciare, omettere, mentire o fare finta di niente credo sia molto peggio che dire la verità nuda e cruda da subito. Stasera mi è toccato farlo, speravo di non arrivarci, speravo di non doverlo fare, sopratutto perchè l'interlocutore mi piace per la tenerezza che ha, ma andava fatto perchè è giusto così. Spero di aver spiegato bene, spero di essere stato chiaro, spero non se ne abbia e continui a essere quello che è, il mondo è pieno di tante belle persone ben più meritevoli di attenzione, e sopratutto meglio disposte a riceverla. Scrivere qua ora è solo un modo per esternare quello che sento e il dispiacere che ho provato nel rendermi forse un pò antipatico, ma preferisco sembrarlo che non rischiare di deludere o di alimentare speranze che inevitabilmente non avrebbero seguito. E non è questione di corazza o di difese, è solo evitare di perdere tempo in sogni o speranze irrealizzabili ora come ora. Certo, il futuro nessuno lo sa prevedere, mai dire mai si dice, ma il futuro in questo momento non è una priorità, staccarmi da certe quotidianità è infatti un modo per lasciarle là dove erano e dove credo le ritroverò tra non molto, con la speranza, un pò meno remota, che assumano altri aspetti e altre forme al mio ritorno.
Non so proprio come iniziare, sono troppo esterrefatto, perchè c'è qualcuno che mi permette di usufruire di una cosa talmente personale da lasciarmi senza parole, In principio non volevo, ero qui perchè dovevo farle visita, perchè era ormai troppo tempo che non la vedevo pur sentendola spesso, perchè il contatto con lei è qualcosa di talmente speciale da creare una sorta di dipendenza nei suoi confronti. Ma una dimostrazione di tanto affetto e tanta fiducia poche persone sono riuscite a darmela in questo modo, forse nessuna finora. Si perchè mi ha chiesto, e alla fine ho accettato, di occuparmi dei suoi due gatti meravigliosi se avessi deciso di rimanere in città.
Così stamattina sono arrivato da lei con la mia bimba, l'ho vista praticamente svegliarsi, vestirsi, truccarsi e preparare dei bagagli, uscire con me a far compere, a mangiucchiare qualcosa di veloce e addirittura accompagnarmi dal fantasma e farci quattro risate. E poi, dopo averla salutata per partire verso posti conosciuti, ho preso la bimba e sono tornato dal fantasma.
E ora, dopo una serata passata in pizzeria, sono qua nel suo eremo a scrivere su un monitor quello che si prova a godere di una casa non mia, che in passato tante volte mi ha ospitato ma in cui ora sono l'unico abitante umano, con Apollonio e Nirvana che mi fanno compagnia strusciandosi a me mentre sto scrivendo e facendo miagolii sommessi. Sono rimasti un pò straniti quando hanno visto apparire sulla porta un essere che non era la loro compagna di vita, ma sono comunque rimasti appollaiati sul divano a ricevere le mie coccole di bentornato senza battere ciglio, come se in fondo non fossi proprio un estraneo. E' vero che mi conoscono di già, anche se li ho frequentati poco, però un certo rapporto con loro è sempre esistito ed è sempre stato direi idilliaco, d'altronde come si fa a non amare due bei gattoni coccolosi come loro? E' praticamente impossibile. Non so se farò gli orari a cui sono abituati loro, non credo di avere l'orologio biologico di quell'angelo mattacchione che mi pregio di avere come amica, ma farò del mio meglio per coccolarli a dovere come meritano.
Stare qua fa un effetto strano, come quando hai a disposizione la casa dei genitori senza che loro ci siano, in fondo è una casa che in qualche modo conosco bene, ma ovviamente mancando la "titolare" sono io che me ne devo occupare, o perlomeno devo cercare di non creare troppa confusione. Le istruzioni per l'uso mi sono state date, in fondo non devo fare chissà che, ma la cosa più bella sarà godere del silenzio di un mondo diverso dal mio e della compagnia di quelle adorabili creature di cui sono sempre stato pazzo e che, per un motivo o per l'altro, in casa dei miei mi è poi stato impedito riavere.
Quante cose si possono fare in mondi paralleli alla dimensione in cui si vive... più di quanto ci si immagina, più di quello che potevo desiderare, più di quanto potevo pretendere. E a volte anche sfiorarle o toccarle con un dito basta a riempire il cuore di gioia, come i silenzi di mura sconosciute, come i versi strani di "animali" che invece si conoscono da poco ma che sembrano essere là da una vita...