venerdì, 31 agosto 2007, ore 00:53

Non mi piace ritrovarmi in certe situazioni, forse non piace a nessuno, mi costa sempre un pò dover essere troppo duro con chi non lo merita, ma sono anche dell'opinione che determinate cose vadano dette subito e direttamente, prima che la situazione assuma una piega troppo "brutta" e che rischia di far davvero troppo male. Ho metodi e toni forse discutibili nel dire le cose, o comunque nel cercare di farle capire, ma indorare la pillola credo serva a ben poco, meglio se si vede come la penso e trovare un accordo o comunque chiarire bene la situazione. Tralasciare, omettere, mentire o fare finta di niente credo sia molto peggio che dire la verità nuda e cruda da subito. Stasera mi è toccato farlo, speravo di non arrivarci, speravo di non doverlo fare, sopratutto perchè l'interlocutore mi piace per la tenerezza che ha, ma andava fatto perchè è giusto così. Spero di aver spiegato bene, spero di essere stato chiaro, spero non se ne abbia e continui a essere quello che è, il mondo è pieno di tante belle persone ben più meritevoli di attenzione, e sopratutto meglio disposte a riceverla. Scrivere qua ora è solo un modo per esternare quello che sento e il dispiacere che ho provato nel rendermi forse un pò antipatico, ma preferisco sembrarlo che non rischiare di deludere o di alimentare speranze che inevitabilmente non avrebbero seguito. E non è questione di corazza o di difese, è solo evitare di perdere tempo in sogni o speranze irrealizzabili ora come ora. Certo, il futuro nessuno lo sa prevedere, mai dire mai si dice, ma il futuro in questo momento non è una priorità, staccarmi da certe quotidianità è infatti un modo per lasciarle là dove erano e dove credo le ritroverò tra non molto, con la speranza, un pò meno remota, che assumano altri aspetti e altre forme al mio ritorno.

viruslibero
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categoria : donne, racconti, lettere, amicizia, pensieri personali





giovedì, 30 agosto 2007, ore 01:26

Non so proprio come iniziare, sono troppo esterrefatto, perchè c'è qualcuno che mi permette di usufruire di una cosa talmente personale da lasciarmi senza parole, In principio non volevo, ero qui perchè dovevo farle visita, perchè era ormai troppo tempo che non la vedevo pur sentendola spesso, perchè il contatto con lei è qualcosa di talmente speciale da creare una sorta di dipendenza nei suoi confronti. Ma una dimostrazione di tanto affetto e tanta fiducia poche persone sono riuscite a darmela in questo modo, forse nessuna finora. Si perchè mi ha chiesto, e alla fine ho accettato, di occuparmi dei suoi due gatti meravigliosi se avessi deciso di rimanere in città.

Così stamattina sono arrivato da lei con la mia bimba, l'ho vista praticamente svegliarsi, vestirsi, truccarsi e preparare dei bagagli, uscire con me a far compere, a mangiucchiare qualcosa di veloce e addirittura accompagnarmi dal fantasma e farci quattro risate. E poi, dopo averla salutata per partire verso posti conosciuti, ho preso la bimba e sono tornato dal fantasma.

E ora, dopo una serata passata in pizzeria, sono qua nel suo eremo a scrivere su un monitor quello che si prova a godere di una casa non mia, che in passato tante volte mi ha ospitato ma in cui ora sono l'unico abitante umano, con Apollonio e Nirvana che mi fanno compagnia strusciandosi a me mentre sto scrivendo e facendo miagolii sommessi. Sono rimasti un pò straniti quando hanno visto apparire sulla porta un essere che non era la loro compagna di vita, ma sono comunque rimasti appollaiati sul divano a ricevere le mie coccole di bentornato senza battere ciglio, come se in fondo non fossi proprio un estraneo. E' vero che mi conoscono di già, anche se li ho frequentati poco, però un certo rapporto con loro è sempre esistito ed è sempre stato direi idilliaco, d'altronde come si fa a non amare due bei gattoni coccolosi come loro? E' praticamente impossibile. Non so se farò gli orari a cui sono abituati loro, non credo di avere l'orologio biologico di quell'angelo mattacchione che mi pregio di avere come amica, ma farò del mio meglio per coccolarli a dovere come meritano.

Stare qua fa un effetto strano, come quando hai a disposizione la casa dei genitori senza che loro ci siano, in fondo è una casa che in qualche modo conosco bene, ma ovviamente mancando la "titolare" sono io che me ne devo occupare, o perlomeno devo cercare di non creare troppa confusione. Le istruzioni per l'uso mi sono state date, in fondo non devo fare chissà che, ma la cosa più bella sarà godere del silenzio di un mondo diverso dal mio e della compagnia di quelle adorabili creature di cui sono sempre stato pazzo e che, per un motivo o per l'altro, in casa dei miei mi è poi stato impedito riavere.

Quante cose si possono fare in mondi paralleli alla dimensione in cui si vive... più di quanto ci si immagina, più di quello che potevo desiderare, più di quanto potevo pretendere. E a volte anche sfiorarle o toccarle con un dito basta a riempire il cuore di gioia, come i silenzi di mura sconosciute, come i versi strani di "animali" che invece si conoscono da poco ma che sembrano essere là da una vita...

viruslibero
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giovedì, 23 agosto 2007, ore 22:49

Ci sono cose che non giudico nè critico mai all'eccesso, davanti a certi episodi mi sono accorto di essere diventato più tollerante, anche se personalmente credo di non essere in grado di farli Dico credo perchè nella vita si può sempre cambiare idea o comunque avere modo di essere smentiti da noi stessi. Ho visto qualcosa che non pensavo potesse succedere semplicemente perchè non me l'aspettavo, anche se non era certo impossibile, battute se ne sono fatte al riguardo nell'ambiente che frequento per lavoro, però averne la quasi conferma non mi ha stupito nè colpito troppo. Una persona di una certa età con cui ho un certo tipo di rapporto di lavoro so che si concede appena può qualche "scappatella". Qualcuno direbbe che al giorno d'oggi non fa notizia, succede. Credo che qualche tempo fa avrebbe fatto notizia, ma non per questo credo che succedesse meno. E' una persona che ormai posso dire di conoscere abbastanza bene, ci ho a che fare spesso, e ho avuto modo di conoscere anche la famiglia, moglie, figli etc. Le mie opinioni personali sulle suddette persone rimangono tali, posso dire solo che di qualcuno di essi non ho una bella opinione. Da quel che ho potuto capire in quella famiglia l'ipocrisia e i sorrisi di facciata regnano sovrani, tutte cose che a me danno alquanto fastidio, semplicemente perchè sono fatto in un certo modo, mi dicono che spesso mi si legge in faccia quello che penso, sopratutto se non nutro simpatia per qualcuno. In effetti se qualcuno mi sta sugli zebedei se ne accorge, ma non perchè lo faccia apposta, solo perchè non riesco a essere falso. Con questo signore abbiamo avuto modo di parlare spesso, per diverse cose, a volte anche di scontrarci e dircene tante, ma sempre con il dovuto rispetto o quasi, perchè comunque lo considero una persona abbastanza corretta, per quanto in alcune cose le nostre idee proprio non combacino. Comunque il nostro rapporto, rispetto ad altri che come me lo frequentano, è sempre rimasto un pò meno di amicizia, abbiamo, anzi ho, tenuto sempre un poco di distanza di sicurezza, ma solo perchè spesso ho notato che certe persone, lui compreso, tende a confondere rispetto e stima con amicizia e approfittarne. Certo io rimango sempre il solito rompiballe nevrotico intrattabile etc etc, ma questa è un'altra storia. Per tornare al tema centrale, ho potuto notare in un frangente particolare atteggiamenti suoi con una donna, sempre di una certa età, che non erano proprio casti, ed è successo che li ho sorpresi e messi un bel pò in imbarazzo, hanno cercato di nascondere, per quanto si poteva, e io ovviamente ho fatto finta di niente e sono andato via. Non so quanto pensi che io abbia capito, ovviamente non abbiamo mai parlato dell'argomento. Mi sono chiesto spesso se abbia pensato che io possa averlo detto in giro, che ne abbia sparlato, che gli rida alle spalle. Quei due sono in evidente imbarazzo quando mi vedono, anche se separatamente, perchè non sanno quanto so e quanto io possa aver detto al riguardo. Questa è una cosa successa non da molto, ma comunque nemmeno poco, non so perchè ho aspettato a scriverne, non so perchè me la sono tenuta dentro, forse volevo aspettare di vederne eventuali sviluppi, nel caso ce ne fossero stati. E non ce ne sono stati. D'altronde non vedo poi perchè avrei dovuto parlarne, in fondo non sono affari miei, e se lui, come lei, sono arrivati a fare certe cose un motivo l'avranno pur avuto, qualunque esso fosse, di certo a me non interessa proprio. Divertitevi!!
viruslibero
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giovedì, 23 agosto 2007, ore 21:24

Attimi oppure mesi passati a estraniarmi dal mondo, dal mio mondo, qualche volta mi fanno perdere contatto con la realtà, quella che poi mi ripiomba addosso come un macigno, e mi accorgo che magari una persona a cui tengo molto ha avuto qualche problema e io non ho saputo capirlo, sentirlo, anche se quando ho trovato una porta chiusa in effetti mi sono chiesto come mai. Lì per lì ho pensato a un errore, ma poi, ricomponendo pezzi di puzzle, parole dette e ridette e sensazioni mi sono detto che forse qualcosa che non andava c'era davvero. E la conferma è poi arrivata prima che io abbia potuto poter instaurare un qualsiasi collegamento con lei, e vorrei riuscire a chiederle, a capire, a poter fare qualcosa, per quel poco che mai ho potuto. Il sentore di una situazione simile era nell'aria, si sentiva, l'ho visto nei suoi occhi mascherati da un sorriso, l'ho sentito in autocritiche troppo severe, che forse non erano attinenti ma ne avevano il sapore, nonostante la serata, nonostante la compagnia, nonostante tutto. E la si sentiva da tempo, anche in pomeriggi passati al telefono, o bei momenti su un divano tra coccole ai gatti e puntate di telefilm che guardavo ma non vedevo, in cui mi augurava tutto il bene possibile, paradossalmente sperando di non vedermi per un pò. E io di bene gliene voglio e gliene auguro tutto il possibile e anche di più, perchè nonostante quel che dice, quel che pensa, quel che crede di essere, so cos'ha dentro e cosa è capace di tirare fuori, non l'ho visto tutto, forse nemmeno lei stessa, ma c'è davvero tanto e spero riesca a scambiarlo con chi davvero se lo merita, perchè bisogna meritarselo. Scusa se ero troppo preso da me stesso, scusa se non ho capito, scusa se non c'ero. Ho fatto l'egoista, non me ne pento, ma mi dispiace lo stesso, perchè non volevo farlo proprio a te...
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martedì, 21 agosto 2007, ore 22:25

Mi sono ritrovato a pensare quanto durante la mia adolescenza, ma anche oltre, io sia stato ingenuo. Pensavo di essere una frana, un niente di fatto, uno che non avrebbe mai combinato niente nella vita. Ho sempre avuto una opinione di me pessima, non ho mai pensato di valere qualcosa. Il mio problema maggiore è sempre stato la timidezza, il fatto che fossi molto chiuso e taciturno, e questo a scuola per esempio mi esponeva a sbeffeggi dei compagni, problemi con le interrogazioni, fraintendimenti con i professori e via dicendo. Amici ne avevo pochi e perlopiù erano quasi sempre compagni di banco con cui riuscivo bene o male a legare. Amicizie femminili pochissime, ragazze poi non se ne parli. Insomma, il classico imbranato, mi mancavano solo gli occhiali e le lentiggini. Stavo bene solo nel mio bosco o con la mia fida bicicletta, oppure dentro un campo da basket o di calcetto, ma nemmeno lì ero quello che emergeva, quello che si distingueva. Un banalissimo anonimo senza pregi nè difetti, un niente insomma. Mi hanno sempre insegnato l'onestà, il valore della giustizia, di cosa fosse giusto e cosa no. Una ex compagna delle medie con cui parlavo qualche mese fa si ricordava ancora di quando siamo stati insieme nel banco, durante un compito in classe, e della faccia stupita che ho fatto quando l'ho vista con il libro nascosto che copiava. Per me erano cose inconcepibili. Qualcosa è scattato dentro me in quarta superiore. Avevo legato col mio compagno di banco, classico tipo caruccio con la faccia da bravo ragazzo, che in qualche modo aveva convinto anche me, con dei buoni voti frutto di una certa passione per la materia principale della scuola, elettronica. Era riuscito a coinvolgermi, ad avere dei buoni voti e a darmi un pò di "visibilità", ero l'amico dello studente modello! In quella situazione mi sembrava di aver ottenuto risultati incredibili, e pensavo che comunque il merito fosse del mio compagno. Poi, pian piano, delle cose strane sono successe. Un periodo che era ammalato a casa mi aveva chiesto se gli potevo fare un compito che ci avevano assegnato. Tuttora non capisco perchè l'ho fatto, però ho eseguito. era pari pari al mio, ovviamente, con solo le parole cambiate ed esposto in maniera diversa (a scrivere sono sempre stato bravino). Bene, il professore ha messo un bell'otto a lui e un bel sette a me. Nella mia concezione delle cose questa nota strideva e parecchio. Ero sempre stato convinto che un professore fosse superpartes, che ai suoi occhi ogni studente fosse uguale all'altro, senza pregiudizi nè convinzioni personali, quindi non capivo, qualcosa nel macchinario del mio essere idealista era andato storto, aveva spaccato qualche ingranaggio. Non volevo certo un voto migliore, ma dato che i compiti erano uguali, avrei voluto lo stesso voto per tutti e due. Invece no. L'ho detto al mio compagno che si è messo a ridere e ha datto di averlo "fregato". Ho rimuginato parecchio su questa cosa perchè ero convinto che i risultati che avevo ottenuto fossero anche merito suo. Non che non studiasse, ma dato che lo facevamo assieme e che in pratica sapevamo le stesse cose, se invece lui viveva della rendita del suo bell'apparire perchè io non potevo ottenere altrettanto? Per qualche tempo ho provato, anche se violentando il mio voler essere giusto, a studiare più di lui, attingendo da quello che studiavamo assieme ma implementanolo con altre cose senza dirgli nulla, usandole nei compiti e cercando di sfruttarle. Non è servito, non sono mai riuscito a prendere voti migliori dei suoi, e qualche volta che ce li hanno dati uguali ha anche storto il naso. Certo non davo peso a questo, in qualche modo ero convinto di essere in debito con lui. Però questo ha causato a lungo andare qualche attrito tra noi, sopratutto quando i miei mi hanno fatto frequentare un corso sui computer, pagandolo profumatamente. Il periodo lui mi aveva chiesto se gli facevo avere i miei appunti sul corso. Senza pensarci molto dico ok, solo che le prime lezioni vertevano su cose che entrambi sapevamo già, per cui ho lasciato stare in attesa che arrivassero cose più interessanti. Invece poi non gli ho passato nulla, ma solo per dimenticanza, senza nessuna malizia. Tempo dopo, in una discussione per non so quale fesseria tra ragazzi, tra le altre cose mi rinfaccia il fatto di non avergli mai dato gli appunti sul corso che seguivo. Mi ricordo, nella mia ingenuità, di essere rimasto di stucco. Non capivo come mai se la fosse presa per quel motivo.  Poi a mente fredda ho pensato che i miei pagavano un sacco di soldi per quel corso e che se gli avessi dato i miei appunti lui avrebbe imparato delle cose senza spendere una lira, pur essendo i suoi benestanti rispetto ai miei. Lì mi sono posto il problema se costui avesse davvero un bel rapporto con me oppure mi sfruttasse. Ma non ho dato troppo peso alla cosa, come mio solito, anche se è rimasta a covare finchè non abbiamo litigato sul serio, e sempre per banalità, solo che ormai era intrattabile, non gli andava mai bene niente. A quel punto inizialmente pensavo di essere perso, di non poter riuscire più a ottenere i risultati che avevo avuto fin lì perchè mi sarebbe mancato il suo "aiuto", ero in collera ma per un periodo ho continuato a studiare come facevo prima, però mi comportavo di merda, dicevo un sacco di parolacce, cercavo di essere il suo contrario. E' durata poco. I risultati a scuola hanno continuato ad arrivare, ero comunque il "secondo" perchè il migliore doveva essere lui, ma ho capito che non mi serviva, che non mi era necessario per ottenere qualcosa. E lì c'è stata la svolta perchè mi sono detto: perchè mi sto comportando così? Che senso ha? Mi sta condizionando la vita anche ora che non siamo più amici. Posso dire che questo fatto, seppure insignificante, un pò mi ha cresciuto, un pò mi ha aperto la testa e mi ha fatto capire che in fondo non ero poi questa frana che pensavo di essere, e sopratutto che dovevo pensare con la mia testa, senza guardare a come mi si dice di fare. E oltre a questo, ma solo per soddisfazione personale, mi sono impegnato maggiormente nello studio, fino a quando sono riuscito a prendere un voto migliore del suo nella "sua" elettronica. A quel punto mi sono detto che forse non ero proprio una frana, che forse anche io valevo qualcosa, anche io in fondo avevo qualche capacità, e che le cose riesco a farle e a vivere anche senza l'aiuto di nessuno....
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categoria : racconti





domenica, 19 agosto 2007, ore 15:07

Con tutto il rispetto che posso avere per determinate scelte o decisioni, o comunque modi di comportarsi, non sono d'accordo. Parlavamo con un amico ieri sera seduti in un tavolino all'aperto aspettando la nostra pizza, i soliti discorsi tra "uomini" in cui mi sento sempre a disagio. Si perchè  tra i quattro che eravamo mi devo sempre stupire di come un uomo, sopratutto se non impegnato,  sia alla fine ossessionato da una cosa sola: il sesso. Guardare le ragazze che ti passano di fianco è normale, gli apprezzamenti si fanno come le critiche su chi non ti piace, e mi sta bene. Solo che questi commenti alla fine non trattano di quanto una possa essere piacente, ma di quanto piacerebbe portarla a letto, o di chissà quanto è brava nel fare sesso, o ancora di come sia sprecata se sta con quello là. Ma sono strano io a pensare che in una donna c'è ben altro? L'estetica ok, è la prima cosa che noti e che può già darti una opinione, ma solo a tal fine. Pensare subito al sesso, chissà perchè, è una cosa che non mi appartiene, non dico che non ci penso, non sono mica un marziano o un qualcosa di etereo, sono umano anche io, ci mancherebbe, però non mi viene proprio di fare apprezzamenti che spesso cadono anche sul volgare. Per non parlare poi del fatto che si pensa che una donna sia sprecata sempre quando sta con qualcun altro, mi viene solo da pensare quanta profonda invidia ci sia in questo concetto. Ho avuto modo di frequentare "amicizie" che vivevano di queste cose peggio dei tre con cui ero in giro ieri, e infatti alla fine me ne sono staccato. Ho conosciuto una ragazza tramite questi "maschi" , con cui sono amico tutt'oggi, che stava con un tipo dai modi un pò strani, un pò effeminato in certi atteggiamenti ma che comunque ho avuto modo di conoscere e apprezzare come persona. Non mi piace certo vantarmi di certe cose, ma voglio solo dire che in pratica solo io, di tutto quel gruppo, alla lunga ci sono rimasto amico. Loro erano come divorati dall'invidia, a loro parere lui era un "merendone", uno stomachevole, uno che non sapeva nemmeno con chi stava. Io invece so bene che era ed è un tipo molto intelligente, che aveva capito bene cosa pensassero e aveva capito bene cosa pensavo io. E oltre a questo loro due si sono sposati, hanno una belissima bimba e stanno benissimo assieme. Quella gente là invece è ancora tutta single (certo, in effetti lo sono anche io, ma forse per motivi diversi...) e passa il tempo a continuare a criticare e a commentare sempre in quella maniera. E anche quelli di ieri non sono molto diversi, magari un pò meno di coloro di cui parlo, e infatti certi argomenti preferisco non prenderli perchè finisce che mi si dà ragione ma si continua ad agire in quel modo là, e perchè tutte le volte passo per quello che critica e che alla fine l'invidioso sono io (ma pensa te...). Parlottando poi siamo finiti a parlare con uno di loro del fatto che a mio parere sbagliasse a comportarsi in una certa maniera. In pratica poco tempo fa questo ragazzo si è lasciato con la tipa, e ci è stato male. Capita a tutti, è la vita. Però lui fa, o meglio non fa delle cose che a me sembrano strane, inutili, senza senso, cioè non frequenta tutti i posti dove per esempio andava con lei oppure non fa delle cose che faceva con lei. E questo non perchè la possa incontrare, ma per altri motivi che non ha voluto dire ma che ha fatto intendere che gli ricordano lei e che quindi ci soffrirebbe. Gli ho chiesto se volesse passare tutta la vita con questo atteggiamento e a fare così tutte le volte che si lascerà con qualcuna, sempre che questo accada ancora. Risposta: Io reagisco così, tu reagisci in un altro modo, in questo momento mi sento di fare questo, in seguito si vedrà. Potrebbe anche starmi bene, anzi è così visto che non posso certo dirgli come comportarsi, gli ribadisco che a me sembra un pò fuori luogo, anche perchè ormai è passato un pò di tempo dal fattaccio. Però mi chiedo come riesca una persona a fare tanto il dolce quando sta con qualcuna per poi dire e pensare cose come quelle che diceva ieri sulle donne in generale. Non sono certo immune da queste cose, anche a me qualche volta è scappato qualche commento non proprio casto, solo non riesco proprio a immaginare le "femmine" come le pensano e immaginano loro, salvo poi fare i cagnolini quando trovano qualcuna che se li piglia. Ma evidentemente hanno ragione loro, forse sono solo invidioso perchè anche io attualmente sono senza qualcuna da "trombare"...
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giovedì, 16 agosto 2007, ore 18:34

Eppure quel senso di disagio ce l'ho sempre. L'Essere Nero è sempre là, anche se ora lo si combatte. Ma non è lui che temo ora. La consapevolezza del combatterlo mi fa vedere altre cose, cose che non mi piacciono. Il sorriso ebete continua a star là, e nonostante la sirena sembri contenta di come vanno le cose, io sono meno entusiasta. Mi metto il problema se la mia sia gelosia, ma non lo è, sono certo che non è così. Il tizio della barca non ha solo il problema della nube a forma di pinguino. Io continuo a vedere quel sorriso ebete, e comincio a essere convinto del fatto che sia dovuto a una maschera, non è solo una questione di influenza per via della nube, ma qualcosa di ben più radicato. Possibile che tutto si riduca a una questione di bei momenti alternati ad altri meno belli? Possibile che sia solo questione di "cambiamento"? Io non la vedo, la passione in questa cosa continuo a non vederla, e continuo a preoccuparmi, perchè vedo una gabbia all'orizzonte. Ma la vedo solo io? In effetti no, ma non mi va di stare a dire che cosa vedo e cosa no, certe cose vanno viste da soli, ci si deve accorgere di certe cose, si deve essere in grado di vedere lontano. Tu vedi lontano? Credo di no, purtroppo... ma io non sono nessuno per poter far niente, la mia opinione, per quel che vale, l'ho sempre data, ed è cambiata solo quando gli eventi mi hanno dimostrato che sbagliavo. E spero che sia così stavolta, perchè non mi piace quel che vedo all'orizzonte, non vedo niente di buono a differenza di te. Possibile che certe idee, certe convinzioni, certe "verità" non facciano riflettere? Ma è davvero solo una questione di manifestazioni di affetto? Ma saranno vere? E cosa succederà una volta fissate le cose? Ci vedo cose strane io, voglia di protezione, voglia di sicurezza, una sorta di sindrome della crocerossina, voglia di conquista, costruzione e adattamento, fretta di sistemazione, prendere subito prima che sia tardi, chiusura mentale, apertura mentale, diversità estrema del funzionamento delle cose. Ma è sopratutto quello che non vedo che mi fa paura, che è poi quello che veramente serve, e che ci aveva portato a fare un pezzo di strada assieme anche se non è diventato quello che deve essere dal principio. E se non vedo nemmeno il primo ingrediente, figuriamoci il secondo... Continuo a ripetermi che non sono affari miei, che la faccenda non mi riguarda più, e forse è vero, mi chiedo se la mia è una sensazione brutta per via del fatto che il tizio della barca, nonostante tutto, continua a non farmi vedere voglia ma solo dovere, oppure se sia perchè non vedo gioia, non vedo serenità, non vedo affinità, vedo solo motivi di attrito smussati all'inverosimile forzatamente, e che credo prima o poi torneranno a dare problemi... Spero, di essere drastico, di essere poco obiettivo, di sbagliare. Lo spero davvero. Ma...
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giovedì, 16 agosto 2007, ore 09:33

Non so se troverò le parole per dire quello che vorrei, inizio a scrivere perchè sento di doverlo fare. Parlavo di internet nel post precedente a questo, parlavo di quanto sono diffidente, di quanto sia freddo, di quando sia "distaccato". Ma non è sempre così. Sono un motociclista, frequento siti e forum di motociclisti, molti li ho anche conosciuti personalmente, altri anche solo per telefono, alcuni nemmeno sanno della mia esistenza. Poco tempo fa è accaduto uno dei tanti incidenti a un motociclista con sua moglie. Conviviamo sempre con questo pensiero, tutte le volte che accendiamo il motore delle nostre amate, sempre con la speranza che ci si vada a divertire, a godere delle sensazioni che lo scorrazzare su due ruote ci dà, e che non si capisce cosa sia se non provandolo. Nella caduta di cui parlo il motociclista s'è fatto un pò male ma è vivo e sta bene, se così si può dire. La moglie ha lottato per un mese in ospedale, un mese di calvario, un mese di inferno. Ma non ce l'ha fatta. Io non so nemmeno immaginare cosa possa essere perdere la persona amata, leggevo poco fa il suo commento nel forum per ringraziare coloro che gli sono stati vicini e per descrivere cosa provava in quel momento. Non so descrivere cosa si prova, non so spiegare cosa vuol dire riuscire a trasmettere con le parole tanto dolore e tante emozioni, so solo che mentre leggevo piangevo, e piango anche ora, e non mi sento affatto stupido a farlo. Le parole riescono a essere vuote, ma altre volte riescono a farti vivere delle cose che nemmeno immagini, che non sai cosa siano ma ti ci immedesimi, e provare una cosa simile è morire dentro, è perdere te stesso, è finire in un baratro e non riuscire a uscirne. Io spero che tutto quel dolore passi, ma se quest'uomo è riuscito a trasmetterlo anche a me solo tramite delle parole, non riesco proprio a immaginare quanto grande sia quello che in realtà vive lui...

Qui di sotto il link al post di cui parlo:

www.fazeritalia.it/fazerforum/viewtopic.php
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martedì, 14 agosto 2007, ore 11:52

Mi è capitato di parlare via msn con diverse persone, alcune mai viste, altre già conosciute e altre ancora incontrate e conosciute in seguito. A volte mi è capitato di accennare a pensieri miei personali con chi magari non ho mai incontrato, non so perchè. E' una di quelle cose che Internet permette di fare con relativa facilità, anche se io rimango comunque molto abbottonato. Era capitato già tempo fa, quando agli inizi della mia esprienza "virtuale" non conoscevo bene questo mondo e pensavo di poter dire di me senza problemi perchè in fondo ero solo un numero, un niente, una goccia nel mare di utenze dove uno non conosce l'altro e magari nella realtà sono anche molto vicini. Ho sempre considerato Internet un mezzo di comunicazione molto freddo, difficile da gestire proprio per la mancanza di contatto, per questa sorta di separazione dalla realtà dove se si vuole si è sè stessi anche se nella vita si finge oppure l'esatto contrario, dove ci si può creare una vita virtuale o comunque parallela essendo chi non si è. E l'ho usato quindi sempre con cautela, con una specie di timore reverenziale, a volte usandolo per magari sfogarmi raccontando di me a persone che quindi sapevo essere lontanissime o non contattabili nella vita reale, e comunque anche queste cose le facevo molto raramente e dopo attenta selezione (se così si può dire). Ho imparato a conoscere il sistema, a capire chi mi scriveva di fronte, a non farmi coinvolgere troppo. Anche nella vita ho inoltre imparato a non curarmi troppo dell'opinione altrui, di alcune persone tengo all'opinione perchè so che posso fidarmi e so che sono disinteressate e vere, delle altre invece le ascolto lo stesso, ma mi tengo le mie. Anche da poco mi è capitato di parlare di fatti che mi sono accaduti con persone che conosco solo virtualmente, ovviamente senza darne particolari o dettagli. Mi hanno dato delle opinioni, rispettabilissime e che qualche anno fa probabilmente avrei condiviso in pieno, ma che ora considero in modo diverso. Ho cambiato idea su diverse cose, e ne sono contento in verità, perchè troppo spesso, pur avendo dei cosidetti "valori" da rispettare, a volte gli eventi sballano tutto e certe cose vengono capite solo se se ne è coinvolti personalmente. E allora la prospettiva cambia, quello che sembrava giusto non lo è più, quello che doveva essere un valore diventa un limite e una privazione. Provare a far capire determinate cose non è semplice, e in verità nemmeno ci ho provato, potrei farlo con chi non ha limiti, con chi è aperto a certe prospettive, e di persone così, che pur avendo determinate idee riescono a capire punti di vista completamente opposti ne conosco molto poche, e che non cerchino di "imporre" i loro gettando fango sul tuo ne conosco ancora meno. Ho di queste persone, sono poche ma ci sono, e le adoro anche per questo, ma sono reali, sono vere, non virtuali. E queste virtuali, non se ne abbiano, non hanno saputo darmi quel segnale di apertura in cui spero sempre ma che raramente trovo, non che io cerchi man forte per rafforzare le mie idee, cerco solo opinioni che abbiano fondamento, che seguano un discorso logico (se così si può dire parlando di emozioni), e spesso non si riesce a darmele. E non credo c'entri il fatto che sono virtuali, semplicemente la si pensa in modo diverso, come è giusto che sia, la mentalità non la si forma in un giorno e non è nemmeno detto che la mia sia quella "giusta", anzi tutt'altro, posso dire che non è quella standard (come mio solito), il dubbio ce l'ho sempre ed è perennemente attivo, in ogni caso non succede niente, rimangono persone splendide e che continuo a frequentare senza problemi.
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categoria : racconti, amicizia, pensieri personali





lunedì, 13 agosto 2007, ore 17:14

Ancora qui a farmi le solite domande, le solite riflessioni. Certe cose ancora non riesco a capirle, e chi me ne da motivazione non mi sa spiegare il perchè. Sta di fatto che riesco ad avere fiducia da certe persone in modo trasparente e incondizionato, e questo va bene, ma non capisco come riesca a farlo trasparire. Perchè ad alcune persone riesco a dare l'impressione (che non è sbagliata, sia chiaro) di potersi fidare di me ciecamente? Eppure non sono poi tanto diverso, esternamente, da chiunque altro. Anche sabato la germanica mi ha per l'ennesima volta dimostrato di avere per me una stima che non so nemmeno se meritare. Cena tra colleghi volontari, diciamo fra amici ormai, anche se il mio concetto di amicizia è piuttosto impegnativo e particolare, in ogni caso posso dire che queste persone, dato che ognuno per l'altro farebbe tutto quanto gli è possibile in caso di bisogno (uno dei punti cardine per essere amici con me), insomma, anche se le confidenze che ci scambiamo l'un l'altro non sono poi tante, posso dire che siamo amici. Io e la germanica non eravamo in servizio, gli altri due si, assieme a un terzo arrivato in serata dopo cena. Noi rimaniamo in terrazza a chiacchierare come sempre, il terzo va a letto perchè la mattina dopo deve alzarsi molto presto. Dato che i due in servizio stanno assieme sentimentalmente ovviamente dormono nella stessa stanza. Dilemma, di stanze in tutto ce ne sono tre, quindi o io dormo assieme al terzo collega rischiando di svegliarlo, oppure... nella stessa stanza con la germanica!! I due dicono di dormire assieme a lei (tanto che problema c'è? nessuno, in effetti è vero...), ci guardiamo, sorride e mi dice "vabbè dai, per questa volta..." E ridiamo. La faccio preparare, attendo che entri sotto le lenzuola, poi entro io e dico che dormo in costume da bagno. Dopo mezzo secondo di imbarazzo iniziale dovuto a chissà quali congetture preordinate dal comune benpensare, mi sdraio e spengo la luce. Iniziamo a parlottare del più e del meno, a che ora ci alziamo, ma facciamo colazione al bar, fesserie del genere. Poi i discorsi si fanno un pò più seri, a un certo punto cambia tono, diventa seria, come se parlasse a un'amica qualsiasi, e mi dice cose che, come tutte le altre volte, non mi aspetto mai mi vengano dette, Chissà perchè penso sempre che certi argomenti una persona, in special modo una donna, non li vada a prendere con un uomo. Ma forse anche questo fa parte del comune ben pensare, e forse è per questo che persone come lei riescono a stupirmi tutte le volte. E' bello però sentirla raccontare le sue vicissitudini con tanta naturalezza, senza nessun fastidio o imbarazzo. Finiamo di parlare, non so darle consigli, posso solo darle qualche opinione, dirle cosa penso, che impressioni ho. A un certo punto non ce la faccio e le chiedo perchè. Perchè ne parla proprio a me, chi sono io in fondo? Non ho niente di così particolare. "Tu sai ascoltare, si capisce che sei una bella persona, che ci tieni alle persone". Sorrido, a volte mi domando se magari quando chiedo queste cose lei non pensi che lo faccia per autocompiacermi, e invece me le chiedo davvero, e continuo a non crederci o a non capacitarmene, è fuori dall'ordine delle cose. Ma nemmeno io in fondo ci sto molto dentro all'ordine costituito del "normale", del "giusto" e del "comune pensiero"...
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categoria : racconti, sensazioni, amicizia, la germanica