Devo aver contratto qualche sindrome strana, qualche virus sconosciuto, e dire che mi reputo un virus io stesso. Un virus contagiato da un altro virus...
Eppure vedendo quello che dico e che faccio tanto sano non sono, ma forse sono così di natura. Ma perchè anche quando sono sicuro di una cosa, quando so per certo di poter fare qualcosa, di poterla affrontare, di riuscire a goderne appieno emozioni e sentimenti faccio trasparire insicurezza, tensione, paura? Sto sempre in difesa, razionale contro emotivo, sono sempre in guerra con me stesso, quando penso, quando parlo, anche quando scrivo. A volte penso di essere proprio fesso, un deficiente, un pirla, pur non volendo a volte riesco a rovinare tutto quel che di buono ho magari impiegato del tempo a costruire, a tessere, a sognare anche. Alle volte riesco a rimediare, ma non sempre trovo dall'altra parte chi può capire cosa provo, e allora il rischio di venire mandato a quel paese è elevato, e non posso nemmeno recriminare perchè sono sempre io ad aver mandato tutto all'aria. Chiamiamoli dubbi, seghe mentali, paure, essere idiota, non so esattamente cosa prevalga, conoscendomi è sicuramente un mix letale di tutto questo. E per l'ennesima volta stavo per riuscirci anche oggi. Eppure so bene cosa voglio in qualche caso, sono certissimo di quello che sento e che provo... Magari è paura di lasciarmi troppo andare, di far trasparire troppo qualcosa che in effetti non ho mai mostrato appieno, e quindi paura di essere vulnerabile, pur essendo sicuro di non essere sotto tiro, anzi, tutt'altro. E' come quando dopo tre stagioni Vivaldiane torno al rifugio, salgo nello scoglio più alto da dove mi sono sempre tuffato, guardo l'acqua sotto di me e nonostante sappia bene che lo posso tranquillamente fare ho uno strano timore di non essere più in grado, temo che l'acqua non sia più così profonda, di scivolare mentre prendo lo slancio, di tante cose e di niente, e rimango lassù a guardare in basso, immobile, incapace di reagire. E poi tutto a un tratto scatta la molla e in un attimo sono in volo a guardare l'acqua che si avvicina, poi mi travolge, mi prende con sè e diventa la mia seconda pelle, e per qualche secondo non ho bisogno d'aria, vivo là dentro, sono un tutt’uno con lei a guardarmi attorno in mezzo a tutto quel blu, a pensare quanto sono scemo ad aver aspettato così tanto a tuffarmi. Già, sono proprio scemo...
Il tempo, è là che scorre, lo vedi volar via assieme alle lancette di un orologio o al ticchettio di un pendolo. E non ci si rende proprio conto di come vola se non quando lo ha già fatto. Ci si vede ragazzini a pensare che si ha tutto il tempo del mondo, con uno zainetto in spalla, invincibili, immortali, affrontare la vita senza il minimo pensiero di cosa sia, senza nemmeno rendersi conto di cosa significhi ogni minuto che passa, e si va avanti così per tutto quel tempo in cui pensi di essere ragazzino fino a che non ti accorgi che non lo sei più. E allora conti gli anni che hai, magari ne sono passati una decina da quando pensavi di essere invincibile, e certe convinzioni cominciano a vacillare, e anche se ti senti forte come prima certe domande cominci a fartele. E pensi a cosa hai fatto in quei dieci anni. Come hanno fatto a passarti così, tra le mani, senza quasi accorgertene? Hai fatto tanto ma alla fine dei conti magari ti sembra di essere stato fermo per tutto quel tempo, di non aver concluso niente, di aver solo visto scorrere le cose come guardandole come da un treno in corsa, vanno via veloci senza toccarle. Eppure le hai vissute, le hai sentite, ne sei anche stato coinvolto, travolto e a volte anche calpestato, altre invece le hai viste fare alla tua persona senza essere convinto che fossi tu a volerle fare, eppure le hai fatte, te ne sei preso meriti e problemi, hai accettato compromessi nonostante magari ideali ed emozioni ti urlassero ben altro. E mentre pensi tutto questo altri dieci anni sono passati, cominci a vedere le prime rughine apparire sul tuo viso, le persone che ti stanno accanto crescere assieme a te, vecchie amicizie sparire, nuove amicizie irrompere nella tua vita, nuove persone, nuove emozioni, nuovi sentimenti che contrastano con quanto magari hai sentito finora. Renderti conto che il tempo però è sempre lì, a ticchettare, inesorabile, lento come una lumaca e veloce come un raggio di sole. E ti accorgi che di tante cose che volevi fare ne hai fatto un centesimo, perché il tempo si dice non basti, ma forse sono solo gli spazi che non bastano, è la vita che non te li dà, e se li dà si è sempre lì a pensare che tempo ce n’è, e invece quel tempo l’hai perso nel mentre che lo pensi. Il tempo, che a volte ti agevola, a volte ti gira le spalle, a volte fa migliorare le cose, a volte ti accoltella alla schiena, ti fa diventare saggio oppure ti prende in giro e si burla di te. Ma chi comanda alla fine è sempre lui…