mercoledì, 30 maggio 2007, ore 23:25

Giornata particolare oggi. Era un pò che aspettavo notizie da Angie e alla fine stamattina ci siamo sentiti, ci siamo scritti. Novità buone, sta bene, il peggio è passato, sembra serena e tranquilla. Sono contento. Le ho chiesto se ci vediamo qualcuno di questi giorni, ha detto di si, mi farebbe davvero piacere. Non so se sia una coincidenza, ma ieri eravamo al cinema con amici e la sorella era con noi. Saranno stati spontanei quei messaggi oppure la sorella ha "imboccato" la comunicazione? Poco importa, alla fine ci siamo sentiti ed è questo che conta.

La sirena poi mi ha cercato questo pomeriggio al telefono, abbiamo parlottato, le ho chiesto se aveva letto qua; ancora non lo aveva fatto, quindi non sapeva dell'omissione. Infatti era tranquilla. Ha letto stasera e mi ha scritto che doveva pensare e che poi ne avremmo parlato.  Doveva pensare... A cosa? A me? Al fatto che non ho parlato? O a quello che non ho detto? Aspetto e vediamo, quando parleremo saprò.

E poi questo pomeriggio mi ha riscritto Lei. Bisogna che le do un nome, un nick, un appellativo, altrimenti qua non si capisce mai niente. Facciamo che la chiamo la Germanica, per motivi che non sto a spiegare. Bene, mentre rientravo a casa dal lavoro e tra i tanti pensieri che mi ronzavano per la testa mi soffermavo a pensare come stesse oggi visto che ieri non l'avevo sentita il suono dei messaggi nel cellulare si attiva e compare il suo nome. Per dirmi cosa? Un collega oggi compie gli anni. Ok, non lo sapevo e mi ha fatto piacere essere avvisato. Con la scusa abbiamo messaggiato un pò, le ho chiesto come stava, ha detto abbastanza bene. Quando si usa la parola "abbastanza" solitamente sta a significare "non tanto ma si va avanti". Ok, mi basta, il tono dei messaggi l'ho tenuto su con qualche battuta a cui ha risposto vivacemente, e mi ha anche promesso una crostata. Bene, sono contento.

Vado a cenare e poi a nanna. Non so il perchè ma sono stanco la sera questi giorni. Forse il tempo che fa le bizze, anche se solitamente non ne risento. Mah...
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martedì, 29 maggio 2007, ore 00:25

Ho omesso di raccontare. Ho visto la sirena stasera, ma non mi andava di parlarne. Strano, solitamente non ho remore nè pudicità a parlare con lei, non potrei, eppure stasera non ho racccontato tutto. Saprà meglio presto, ovviamente, ma non stasera. Eppure non è mica successo niente, anzi, in verità è successo proprio niente. Ma non ho parlato. Sarò mica in pensiero? Starò mica pensando qualcosa senza saperlo? O lo so e non voglio scriverlo? Ok, lo ammetto: sono in pensiero. Non mi va che le persone soffrano, e un pò ci sto male anche io quando vedo la tristezza negli occhi di qualcuno. L'ho vista e somigliava alla mia di anni fa, e non mi piace per niente perchè a me non era passata in fretta, e ci ho dovuto sbattere la testa parecchio prima di capire, prima di rendermi conto. Non mi piace. Ha cervello, credo molto più di me, ma meno esperienza e più emotività, e questo può essere un problema. Via sms ci siamo sentiti, mi ha detto che andava meglio, ma non sono mica tranquillo. Vabbè, vado a nanna, domani sveglia presto. Notte...
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lunedì, 28 maggio 2007, ore 02:41

270507-0001Ritrovarsi come spesso accade ad aver avuto torto è per me quasi "normale". Ma ancora una volta torno a chiedermi cosa si trova nella mia persona per lasciarsi andare a confessioni che con altre persone del mio stesso sesso non si fanno. Mi guardo allo specchio e non vedo niente di così diverso da chiunque altro mio simile, almeno in apparenza, eppure "ispiro" fiducia e comprensione, è evidente.

Certo, potrei pensare che passare praticamente ventiquattro ore assieme è lunga e forse alla fine, tra una passeggiata, un caffè assieme, un giro in macchina, il parlare  guardado l'orizzonte cupo del mare da una panchina, tra un discorso e l'altro qualcosa da dire, da confidare, da tirar fuori dal profondo ti viene. Ma questo era comunque avvenuto già tempo prima, senza un perchè, senza una ragione, senza nemmeno essere faccia a faccia o perlomeno vicini, visto che in pratica ci stava di mezzo anche il mare.

E certe parole, certi racconti, certe voglie di capirsi chiedendo a me (il dubbio personificato) mi fanno anche vedere quanto in fondo ognuno di noi sia simile all'altro. E cerco allora di far capire, di analizzare assieme fatti ed emozioni, di farle vedere le cose senza dar consigli nè raccontarle quanto certe cose siano uguali a cosa da me già vissute, spiegando che ogni caso ovviamente è un caso a sè e che se comunque raccontassi come mi sono andati certi avvenimenti non sarebbe lei a decidere ma altri per lei.

E mi piace notare  che capisce ma che vuole lo stesso cercare di vedere le cose assieme a me, quasi che il parlarmene le dia quella razionalità e quel distacco che la sua emotività le impedisce di avere. E arriva quasi alle lacrime quando attraverso le mie domande si rende conto di sapere benissimo cosa sente e cosa prova ma che cerca in tutti i modi di celare a se stessa.

E mi spiace, mi spiace tantissimo vederla giù, vederla diventare sempre più consapevole, vederla triste per una persona che non sente affatto la stessa cosa. E spero in fondo che magari le cose cambino, che le cose si aggiustino e diventino uguali da una parte e dall'altra. E questo ovviamente sottointende tutte le possibilità, ossia che il sentimento venga poi ricambiato, sia esso amore, odio o indifferenza. Perchè quando tra due persone il sentimento non è uguale e reciproco qualcuno soffre, sempre.

Piangi con quei begli occhioni castani, piangi oggi e magari domani, ma poi basta. Poi basta...
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venerdì, 25 maggio 2007, ore 21:40

Alieni, sirene, cantantiche, fantasmi, streghe, lupi, prussiane, anonime che non lo sono, anonime che lo restano, bamboline e tanti altri personaggi strani quasi quanto me passano di qua e lasciano il segno. Eppure quando ho iniziato questa "cosa" l'ho fatto più per curiosità e per me stesso che per altro. E invece, per qualche motivo, questi personaggi unici continuano a leggere questo contenitore pieno di miei sproloqui che parlano di me medesimo, delle mie criptiche vicissitudini e delle mie "seghe mentali" all'ennesima potenza. Perchè?

Ho aggiunto un'altra domanda alle miliardi che mi passano per la testa ogni volta che la uso o che provo a farlo. Posso capire chi mi conosce o mi ha conosciuto personalmente, un pò meno quelli che invece non sanno minimamente chi io sia e che invece mi dimostrano un affetto tale da rendermi anche insicuro di riuscire a ricambiarne tanto. Alcuni strani personaggi hanno provato a darmene il motivo, alcuni dicono che scrivo bene (non so se è così, credo che un professore di italiano probabilmente non sarebbe d'accordo), alcuni che "trasmetto" qualcosa, alcuni si riconoscono in quello che digito in questa tastiera, alcuni provano a capirmi perchè nella realtà non mi si conosce così a fondo, altri ancora che si rallegrano con me perchè "sapevano" che avevo tanto da dire e che traspariva dai miei silenzi nella realtà.

Qualunque sia il motivo che spinge qualcuno a leggere qua, devo ammettere che dà soddisfazione. Nonostante il blog sia comunque un contenitore "pubblico" e che chiunque può consultare continuo a stupirmi di alcune dimostrazioni di affetto che ricevo e che sicuramente contraccambio pienamente, con il timore reverenziale verso chi comunque riesce a esprimere certi sentimenti nonostante la mancanza sensitiva della persona. E sono contento...
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venerdì, 25 maggio 2007, ore 21:14

Anche se non ce n'era bisogno altre conferme della bellezza di certe persone è arrivata puntuale dalla porta dell'altra dimensione. E' un periodo che sono troppo emotivo, o forse prima non lo ero abbastanza, e certe cose mi caricano e mi danno sensazioni davvero belle. Sembra quasi che certi episodi negativi che mi sono capitati non mi siano successi oppure non abbiano proprio pesato, sto vivendo in una sorta di leggerezza che mi piace e mitrascina con sè. Una specie di droga che mi allontana da una parte di realtà negativa, facendomi vivere solo quella positiva. Certo non stacco troppo i piedi da terra, non è da me dimenticare o lasciar stare, diciamo solo che me ne preoccupo molto meno.

In verità molto spesso, anche se esteriormente non mi si vede, tengo conto praticamente di tutto, penso e ripenso, mi faccio domande (l'avreste mai detto?) e cerco risposte, speso trovandone troppe e che non combaciano, ancora più spesso sbagliandole, qualche volta azzeccandoci. Ora invece quelle domande ronzano comunque nella mia testa ma stranamente non cerco risposte, non mi soffermo troppo a pensarci, vivo e vado avanti a godermi ogni attimo, ogni soffio di vento, ogni paesaggio che vedo, aspettando la prossima occasione di attraversare quella porta o perlomeno che qualcuno da quella porta passi da questa parte. E oltre a questo mi rendo conto delle cose e delle belle persone che ho attorno anche da questa parte, senza dar molta importanza ad avvenimenti non belli e, anzi, usandoli per darmi ulteriore carica.

La bimba è in attesa di riparazione per l'ennesima volta, ma tornerà funzionante e tornerò a divertirmi, alla faccia di quella cosa che alcuni chiamano fato, alcuni destino, alcuni sfiga e altri caso. Qualunque cosa sia è ormai passato, e là deve stare, a insegnarmi e a mettermi in guardia, ma non a condizionarmi la vita o a viverci staticamente.
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martedì, 22 maggio 2007, ore 16:39

Spesso parliamo di società diverse, di culture diverse, di comportamenti e usanze diverse. Dipende sempre da dove si proviene e da come si è stati educati. Eppure il mio essere utopico nel cercare e sognare una comunità in cui tutti si è uguali, in cui tutti si è rispettosi del prossimo, in cui tutti si è amici pur senza essersi conosciuti prima ha avuto una mini conferma che se si vuole questo può diventare realtà, può esistere, può essere vero.

Sono riuscito a trovare un passaggio e ho varcato la soglia di una sorta di stargate, mi sono ritrovato in una dimensione parallela in cui tutto era come mi aspettavo, anzi meglio. Il capo degli abitanti di quella dimensione è stato il primo a venire ad accogliermi, ci siamo abbracciati perchè ci aspettavamo a vicenda. Il capo era impegnato nel mantenimento dell'ordine delle cose, ordine minacciato dagli abitanti di altre dimensioni in cui l'egoismo e la pigrizia la fanno da padroni. Paradossalmente l'ordine si cerca di mantenerlo con le stesse regole vigenti nella dimensione da cui gli stessi esseri minacciosi provengono, perchè gli abitanti della dimensione non hanno regole se non quella intima del rispetto reciproco.

Pian piano il capo, che alla fine non è un vero capo ma solo una persona delegata da tutti alla gestione unicamente per le sue doti organizzative, mi ha fatto conoscere gli abitanti della dimensione parallela, e tutti mi hanno accolto come se io fossi uno di loro, senza mai darmi importanza ma anche senza considerarmi un inferiore o un diverso, sono un essere vivente, un amico, una persona qualunque, degna quindi del rispetto che si da a tutti. Gli abitanti di quel luogo hanno tutti un grande senso di aggregazione e di appartenenza, consci dell'essere unici e diversi ma felici di condividere tutto per il bene comune.

Non so quanto tempo ho passato là, il tempo sembrava scorrere in modo diverso, più lento, più appagante, più dolce. E l'affetto per quelle persone è cresciuto esponenzialmente al tempo che scorre, man mano che si è stati assieme, che si è parlato, discusso e riso in cima alla torre come in piazza con i nostri fidi destrieri o ancora seduti a tavola a rivivere la giornata. E quando il tempo è finito, quando la porta tra i due mondi si è riaperta a stento lacrime e commozione sono state ricacciate, ma solo perchè quella porta ormai è aperta, le due dimensioni sono ormai vicine, e l'accesso è ora più libero. E non vedo l'ora di impugnare la chiave e riaprire il passaggio, perchè quella chiave si chiama Sentimento.
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mercoledì, 16 maggio 2007, ore 12:51

Questi tre giorni sono stati particolari per me. Ho ricevuto telefonate bellissime, supporto morale come forse mai era successo, nemmeno quando ho ricevuto colpi anche più pesanti dalla vita. Ho attorno delle persone che definire fantastiche è dire niente, spesso che mi conoscono e sanno bene quindi cosa provo adesso, altre che non mi hanno mai visto ma è come se mi conoscessero da sempre, altre, come anche oggi, che mi attestano stima e comprensione senza che nemmeno abbiano idea di chi, cosa o come io sia. Non so descrivere l'emozione che si prova a sentire, leggere in un cellulare o ancora in un monitor del computer parole che ti riempiono l'anima di emozione, ti prendono il cuore e lo riempiono di gioia come un bignè, non trovo parole per dire quanto questi giorni, nonostante quel che sia successo alla fin fine sia una bazzeccola rispetto ad altre persone che possono veramente dire di star male, mi sia sentito bene dentro. Grazie, a tutti, veramente, non so come altro dirlo o dimostrarlo, ma grazie
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mercoledì, 16 maggio 2007, ore 01:26

Stasera si parte. Fine settimana dall'amica che da tale mi parla dell'amicizia. Anni di conoscenza in rete stanno per tramutarsi in conoscenza reale, e così anche per altre persone che finora erano solo virtuali. Una festa, un motoraduno, un'occasione per vederci tutti assieme. Sono stranamente tranquillo al pensiero. Come se in fondo la conoscessi già, come se questo incontro fosse alla fine soltanto una "formalità", tanto è stato il parlarsi e conoscersi. Sarebbe dovuta essere anche l'occasione per far "incontrare" anche le nostre due moto, coloro le quali hanno permesso la nostra conoscenza, ma la mia bimba è sotto le cure amorevoli del mio meccanico in attesa che i pezzi arrivino. E siccome non volevo rinviare l'incontro ma sopratutto voglio "staccare" da questa situazione da schifo che mi perseguita, ne approfitto e mi faccio una piccola vacanza andandoci in auto. Certo non è lo stesso, ma alla fine l'importante è incontrare l'amica, se poi non ci vado in moto pazienza, nella speranza in futuro di poter ripetere il viaggio con la bimba sotto al sedere anzichè un sedile e quattro ruote. Altra cosa importante è che forse riesco anche a vedere il mio angelo prima di partire, il che già mi carica positivamente, ha un'aura anche lei, è un toccasana per il mio spirito malconcio. Non so se potrò scrivere i prossimi giorni, sto via fino a Martedi, se riuscirò a collegarmi aggiornerò sicuramente, ma non prometto niente. Salutoni a tutti quei pochi che mi leggono e mi sopportano in queste pagine non proprio allegre, ciao ciao...
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martedì, 15 maggio 2007, ore 00:58

La bimba è nuovamente infortunata. E lo sono anche io, molto dal lato psicologico, fortunatamente poco dal lato fisico. Solita storia, auto che esce dall'incrocio, io inchiodo ma la gomma davanti sul pavè si guarda bene dall'avere aderenza, e via tutti e due a rotolare per strada. Ma stasera proprio non ho voglia di stare a scrivere, cerco di riposare questo corpo bistrattato da colpi, rotolamenti e strisciate varie sull'asfalto. Brutta botta per il morale, ma non demordo. Vincerò io, passerà finalmente quest'anno di merda, è dall'aprile scorso che va tutto male, la vita è in debito con me di un bel pò di fortuna a questo punto, eccheccazz...
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domenica, 13 maggio 2007, ore 02:08

Approfitto dell'occasione, seppure sia già passata la mezzanotte e quindi sono in ritardo, per fare gli auguri alla cicciona e a mia figlioccia.

Un bacione a tutte e due...
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