sabato, 31 marzo 2007, ore 17:41

Eccomi a scrivere di te.

Ti conosco da una vita, ma tu ancora più di me, sono il tuo pensiero fisso da anni, da sempre. A volte credo di essere colui a cui tieni di più, e anzichè esserne contento ne sono infastidito. Il carattere che nel tempo anche tu hai contribuito a forgiare mi impedisce di essere contento di una cosa del genere, proprio perchè anche dai tuoi insegnamenti ho imparato che avere delle cose senza meritarle è una cosa un pò ingiusta, pur se poi si tratta di sentimenti e di trattamento comportamentale.

Sono piccole grandi cose che per me, purtroppo o fortunatamente, hanno un grosso peso, e me ne dispiace perchè finora non sono riuscito a farti capire che sono lusingato e sono contentissimo di questo attaccamento, ma non mi va che questo prevarichi, come succede, anche chi questo rapporto e queste attenzioni le merita quanto me.

E questo brutto carattere che ho non riesce a farti capire che quelle cose che fai in più per me sono cose che fai in meno a chi le deve avere come me. Il problema fondamentale alla fine sta tutto qua. E siccome certe cose non le vedo solo io, mi riesce difficile accettarle, e allora mi viene spontaneo rifiutarle, e lo vedo che ti fa male, lo vedo che vorresti più entusiasmo da parte mia quando lo fai, e ti rode parecchio, come rode a me.

Ma sei anche una delle persone fondamentali della mia vita, non sarei quello che sono senza te, sarei niente senza te, non sarei mai esistito senza te. Le tue cure, le tue attenzioni, i tuoi insegnamenti, le tue carezze prima che io diventassi un uomo che le rifiuta, ogni tuo gesto ogni giorno, tutti i giorni, è segno di un amore infinito.

Mamma, so bene che questo stesso amore ce l'hai anche per le mie sorelle, ma per favore, fai in modo di dimostrarlo meglio anche a loro e forse riuscirò ad accettare tutto quello che fai per me, senza tagliare dove vedo quel "di più" che mi da tanto fastidio.

Non credo leggerai mai queste parole, o forse chissà, ma ti giuro che ogni giorno le ripeto, ogni giorno le dimostro, anche se forse non ti rendi conto, o magari è così e non lo vedo io.

Ti voglio bene
viruslibero
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sabato, 31 marzo 2007, ore 17:07

Sono soddisfazioni che non cerco, eppure arrivano, non spesso, ma arrivano.

Sono introverso e timido, non ci posso far niente, o forse non voglio farlo perchè mi vado bene così. Le persone che mi conoscono vedo che si fanno una prima impressione di me come di un orso, oppure di uno snob, o ancora di un antipatico a pelle o semplicemente di uno che sta a distanza.

A volte capita che il rapporto rimanga così, a volte capita che non esista nessun rapporto, a volte invece le persone cambiano idea una volta che mi conoscono un pò meglio. E questo senza che io faccia ssolutamente niente per migliorare l'impressione che do di me.

Eppure in quegli occhi ieri sera ho visto una luce nuova, una curiosità che prima non c'era. Niente interesse, sia chiaro, però era palese che il parlare con me dava risvolti che a questa persona erano sconosciuti (e non poteva essere altrimenti) ma che nemmeno ci si aspettava, proprio perchè l'impressione iniziale su di me si sgretolava col passare dei minuti e delle parole che inserivo nel discorso, pur futile, che prendeva corpo.

A volte me lo dicono chiaro, a volte me lo fanno capire, a volte lo si vede chiaramente per senza dirlo. E mi fa piacere.

Un pò devo ammettere che quando queste cose succedono ci sguazzo, me ne rallegro, ne sono soddisfatto, quasi a esser contento di aver dato modo a chi mi sta di fronte di sbagliarsi su di me o comunque di rendersi conto che non sempre il sembrare un tipo di persona vuol dire essere tale stereotipo umano.

E la cosa che mi da maggior soddisfazione è il semplice fatto di non cercare questo assolutamente, perchè, appunto, di quel che la gente pensa può pensare di me, alla fine, non mi tange minimanente.
viruslibero
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giovedì, 29 marzo 2007, ore 21:33

Difficile dire quello che sento questi giorni...

E' come se fossi in un limbo in cui tutto mi sembra lontano, distaccato, irreale. Vedo, sento e parlo con le persone, direttamente o virtualmente, ma le sento lontane da me, sono indolente, incosciente, insensibile. Sono stufo di tutto, perennemente annoiato, un pò demoralizzato da alcune cose che so essere fesserie ma mi fanno questo effetto. Me ne chiedo il motivo.

Uno che me ne viene in mente è che il periodo di particolare difficoltà sentimentale appena passato è stato "isolato" dalle mie difese psicologiche, però sta includendo dentro le barriere anche pezzi di me che non fanno parte del settore debole ma che in qualche modo potevano dare modo di fare da breccia.

E non è che non sia allegro o spensierato, però non vivo appieno le cose, non le sento più come prima, mi sono indurito, quasi corazzato.

E in effetti, ora che ci penso, so bene perchè, so che è temporaneo, so che sono barriere che prima o poi crolleranno, appena al suo interno verrà fatta pulizia e ordine. Il problema è che non so quanto ci vorrà, non mi piace di certo essere così, chi mi sta attorno se ne è accorto, però devo chiedere di aver pazienza con me.

Uina cosa che ho notato è che la nuova situazione in fondo cominciava a piacermi, esser soli a volte ti fa capire chi davvero hai attorno, apprezzare meglio chi ti cerca, chi si "ricorda" di te. Ma proprio questo i giorni scorsi ha portato a galla cose vecchie, cose belle, abitudini sparite a cui eri affezionato, e con esse ovviamente chi ne faceva parte.

E appena è successo...  SBAMM, la saracinesca si è chiusa.

Aspettiamo gli esiti della ricostruzione, speravo fosse più facile, evidentemente il vuoto lasciato era più grande di quanto io stesso mi volessi convincere.
viruslibero
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giovedì, 29 marzo 2007, ore 00:00

Sono un pò scosso, in uno dei forum che frequento ci sono delle discussioni che a volte mi appassionano un pò troppo, e quando leggo cose che magari considero assurde o quantomeno irrispettose mi sale il sangue alla testa e non sempre riesco a contare fino a dieci prima di rispondere.

E' successo, pazienza, alla fine dici poi cose che a freddo non diresti, la sostanza non cambia, è il fervore della risposta che è diverso. Oltre al fatto che l'impersonalità della sola scrittura porta spesso a fraintendimenti dello stato d'animo con cui sono scritte.

Devo dotarmi di un contatore che mi permetta di sbollire prima di scrivere, così da non dar troppo peso a cose che magari non sopporto ma che nella vita si trovano comunque tutti i giorni e che bisogna capire e tollerare (odio questa parola, ma a volte serve a descrivere bene quello che si intende, come in questo caso ma non certo quando si parla di diversità razziali, religiose o quant'altro)

Bene. per oggi è tutto, la mia mancanza di ispirazione continua ancora, nei prossimi giorni vedremo come andrà
viruslibero
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domenica, 25 marzo 2007, ore 20:18

Rimembrando situazioni in cui il babbeo veniva bellamente incastrato nelle trappole che gli tendevamo e in cui naturalmente cascava a piè pari ricordo quella in cui col mio collega ci siamo messi d'accordo per parlare di navi.

La mattina, quando l'abbiamo visto entrare e dirigersi verso le nostre postazioni per salutare ci siamo fatti trovare a parlare di navi veloci, traghetti e quant'altro...

Collega: Un paio di mesi fa nella traversata per la Sardegna stavo parlando con un marinaio che mi spiegava le tecniche per non farsi venire il mal di mare nemmeno quando questo è molto mosso e anche di quando è stato in una petroliera...

Io: Azz, però, chissà com'è viaggiare in una petroliera...

E lui subito arriva e comincia a raccontare di come lui ha la patente nautica (vero), del fatto che ha un suo motoscafo (vero), di come ha fatto il giro della sardegna in una barca a vela che gli hanno prestato (mmm, sarà...), e non contento fa:
"... e poi dovete sapere che una volta, nella traversata per la Maddalena, mentre parlavo col comandante in sala comandi a un certo punto lui mi dice <<Mi tieni il timone che vado un attimo in bagno?>>"

Non dico altro...
viruslibero
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domenica, 25 marzo 2007, ore 20:08

Interloquire via SMS con un amico a volte diventa uno spasso. Bastano pochi messaggi per vedersi a prendere un caffè assieme per spaziare poi nell'insanità mentale più deleteria e ilare possibile:

Amico: Sei a casa? Sano caffè nel pomeriggio?

Io: Sono a casa e accetto volentieri la proposta

Amico: Lo si accompagna ad un giro nel centro commerciale recentemente aperto?

Io: Direi che l'idea è favorevolmente accettabile

Amico: Aspetto replica dal Raffaele. Quale orario ti coinvolge maggiormente?

Io: Non ho preferenze di sorta, mi adeguo docilmente alle tue sempre buonissime decisioni

Amico: Con immensa commozione ti chiedo di avvicinarti alla mia magione alle 16, valuta poi la possibilità di includere valigie varie ed eventuali...

Poco tempo dopo, visto un momentaneo impedimento...

Io:
Tesoro, abbi la forza di perdonare il mio lieve ritardo dovuto a cause ahimè non imputabili alla mia modesta persona

Amico: Vorrà dire che più intenso sarà il desiderio di vederti

Io:
La provvidenza alla fine ha favorito il fato, presto tesor mio il tuo desìo sarà placato...

Quando poi ci siamo visti siamo scoppiati a ridere come due imbecilli, ma forse tali siamo...
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sabato, 24 marzo 2007, ore 01:23

Ho bisogno di odiare e di amare

ma ora non mi riesce...
viruslibero
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giovedì, 22 marzo 2007, ore 00:51

Tanto per cambiare sono qua a scrivere per cercare di capire delle cose che penso quando il mio cervello non è impegnato a fare qualcosa di serio.

Ho ragione a pensare che quando una storia finisce ci sia una parte che si sente in colpa e continua a cercare il contatto per "assicurarsi" che l'altra stia bene?
E' possibile che questo avvenga perchè, sentendosi in colpa per ipotetiche sofferenze arrecate, si cerchi di fare qualcosa come per chiedere scusa? Per farsi perdonare?
E' plausibile che tutto ciò possa avvenire e l'altra parte si faccia mille pensieri ma alla fine il risultato è semplicemente questo?

E' possibile che quando però l'altra parte si rende conto di questo le cose possano cambiare? In meglio o in peggio non so...
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giovedì, 22 marzo 2007, ore 00:49

Mi piace parlare con le donne perchè sono un mondo tutto da capire, da comprendere, da decifrare, a volte anche quando la donna stessa non si comprende. E lo faccio, ho diverse donne con cui parlo regolarmente, e loro mi parlano come se io fossi uno da non classificare come "uomo" ma come "persona". Si perchè con me parlano quasi come se fossi uno di loro, non la controparte che non capisce, che è mentalmente limitata, mancante di sensibilità. E' una cosa che in effetti mi fa piacere da una parte, e che mi preoccupa dall'altra. Non che io pensi di essere omosessuale ( anche se non vedo cosa ci sarebbe di male, ho anche fatto un test che ha attestato che lo sono al 34%), quanto perchè sembra che io sia un ottimo amico delle donne e quindi non abbia i requisiti per diventare un uomo ideale per esse. Sentire i loro discorsi come se niente fosse, un pò come faceva Mel gibson in "What women want" ma senza la segretezza del suo ascoltare mi piace, con me parlano normalmente come se "potessero" farlo perchè non sono un infiltrato. E' una cosa strana, però mi aiuta a ragionare su quella che per l'uomo è la loro irrazionalità. E' un punto di vista alternativo che mi da spesso spunti per vedere le cose in modo differente, valutare le cose con metodi diversi. Sarà per questo che sono anche pieno di dubbi e che la mia mente vaga libera nelle cosidette "seghe mentali", seppur molto razionali? Ai posteri l'ardua sentenza...
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martedì, 20 marzo 2007, ore 22:37

A volte ci capita di andare con i colleghi a montare mobilia per ufficio da dei clienti. Ogni volta che succede è un divertimento pazzesco. Sul momento non ci si pensa, ma a farci caso bisognerebbe registrare e poi riascoltare con calma.

Le frasi ricorrenti sono in genere:

"Poggialo così, piano..."

"Infilalo meglio che mi sembra messo male..."

"Spingilo verso di me..."

"Prendilo in mano e stringilo più forte..:"

"Me lo metti da questa parte? Dall'altra mi va male..."

"Ma non riesci a centrare meglio il buco?"

Se qualcuno sentisse quello che diciamo in queste occasioni da dietro una porta senza poterci vedere probabilmente penserebbe altre cose, non certo che stiamo maneggiando scrivanie e armadi...
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