Festeggiare...
Forse dovrei festeggiare il fatto che mi sto lasciando dietro cose che preferisco accantonare, che mi hanno segnato la vita, che mi sono andate male, che in questo periodo in cui il sole ha fatto il suo consueto giretto attorno alla sua stella le cose per me non hanno girato al meglio, o almeno potevano sicuramente essere più favorevoli (ma anche peggiori, a dir la verità), ma questo potevo farlo tutte le volte che mi succedeva qualcosa che non andava, anche se alla fine sarebbe sembrato un festeggiamento all'avvenimento avverso.
Ma festeggiare sinceramente non è mai stata una mia prerogativa, non sono mai stato espansivo, non sono mai stato incline al darmi alla pazza gioia, non nel modo in cui viene "normalmente" inteso. So divertirmi, certo, anche se non lo faccio come tutti, per me divertimento è anche stare ad ascoltare al telefono o guardare una persona mentre racconta le sue vicissitudini, meglio ancora se lo fa per farmi stare allegro. O anche stare in cima a uno scoglio a guardare onde enormi infrangersi sulla costa, o ancora passare del tempo in auto a sentire Musica con la M maiuscola (ovviamente secondo i miei personalissimi gusti) e seguirne le note vocalmente cercando di non storpiarle troppo. O ancora riuscire a trovare un libro la cui storia riesce a prendermi a tal punto che riesco a estraniarmi da tutto e vivere la storia come un film o in prima persona, a seconda di come lo scrittore ambienta le scene che descrive. Oppure stare solo con chi amo a raccontarci tutto e il contrario di tutto, ma sentendone l'anima venir fuori dagli occhi e dal fiato mentre cerca le parole per dire: "Sai.. oggi mi è successo questo.."
Per me divertirmi vuol dire dare e ricevere gioia, in qualsiasi forma essa sia. Se riesco a dar gioia io sto bene, se riesco a far star bene qualcuno io mi diverto, è una cosa che mi appaga all'inverosimile, che mi fa sentire vivo. Succede a volte anche nel dare aiuto a chi ha bisogno, nel cercare di risolvere un problema, nel dare conforto a chi magari sta di fianco a te in un lettino con un collare al collo e tante cinghie che lo immobilizzano per evitare danni. E poco importa se questi poi crede che tu stia sbagliando qualcosa o pensi che per farlo vieni pagato. Quel che mi importa è sapere che quel che faccio cerco di farlo bene.
Festeggiare...
Credo che a cavallo tra un giro e l'altro di questo pianeta attorno al sole (più o meno, visto il disavanzo di quasi sei ore che si recupera ogni quattro anni) festeggierò lo stare tra amici, il fatto di essere vivo, il fatto di avere persone che riescono a pensarti e a tirarti su, al fatto di essere importante per qualcuno anche se a te sembra di non aver mai fatto niente per esserlo.
Festeggiare...
Festeggerò anche il mio essere così chiuso, il mio essere così poco loquace da risultare un libro aperto per chiunque sappia leggere i miei occhi, il mio essere così iracondo quando si toccano questioni di principio in cui credo fermamente, il mio non dare quasi mai seconde possibilità se in questione c'è uno di questi principi, il mio essere talmente stupido da risultare più intelligente di chi pensa di esserlo davvero, insomma a tutti quei difetti che mi porto appresso e che fanno di me quello che sono, quello che si vede, quello che non è nascosto. I pregi, beh, quelli credo che saranno altri a darmeli, io non sono in grado di vederli.
E allora festeggiamo, nuovo giro, nuova corsa, come se potessimo decidere di saltar giù dalla giostra. Speriamo solo che il macchinista sia sobrio!! Avanti tutta...