venerdì, 29 dicembre 2006, ore 15:41

Festeggiare...

Forse dovrei festeggiare il fatto che mi sto lasciando dietro cose che preferisco accantonare, che mi hanno segnato la vita, che mi sono andate male, che in questo periodo in cui il sole ha fatto il suo consueto giretto attorno alla sua stella le cose per me non hanno girato al meglio, o almeno potevano sicuramente essere più favorevoli (ma anche peggiori, a dir la verità), ma questo potevo farlo tutte le volte che mi succedeva qualcosa che non andava, anche se alla fine sarebbe sembrato un festeggiamento all'avvenimento avverso.

Ma festeggiare sinceramente non è mai stata una mia prerogativa, non sono mai stato espansivo, non sono mai stato incline al darmi alla pazza gioia, non nel modo in cui viene "normalmente" inteso. So divertirmi, certo, anche se non lo faccio come tutti, per me divertimento è anche stare ad ascoltare al telefono o guardare una persona mentre racconta le sue vicissitudini, meglio ancora se lo fa per farmi stare allegro. O anche stare in cima a uno scoglio a guardare onde enormi infrangersi sulla costa, o ancora passare del tempo in auto a sentire Musica con la M maiuscola (ovviamente secondo i miei personalissimi gusti) e seguirne le note vocalmente cercando di non storpiarle troppo. O ancora riuscire a trovare un libro la cui storia riesce a prendermi a tal punto che riesco a estraniarmi da tutto e vivere la storia come un film o in prima persona, a seconda di come lo scrittore ambienta le scene che descrive. Oppure stare solo con chi amo a  raccontarci tutto e il contrario di tutto, ma sentendone l'anima venir fuori dagli occhi e dal fiato mentre cerca le parole per dire: "Sai.. oggi mi è successo questo.."

Per me divertirmi vuol dire dare e ricevere gioia, in qualsiasi forma essa sia. Se riesco a dar gioia io sto bene, se riesco a far star bene qualcuno io mi diverto, è una cosa che mi appaga all'inverosimile, che mi fa sentire vivo. Succede a volte anche nel dare aiuto a chi ha bisogno, nel cercare di risolvere un problema, nel dare conforto a chi magari sta di fianco a te in un lettino con un collare al collo e tante cinghie che lo immobilizzano per evitare danni. E poco importa se questi poi crede che tu stia sbagliando qualcosa o pensi che per farlo vieni pagato. Quel che mi importa è sapere che quel che faccio cerco di farlo bene.

Festeggiare...

Credo che a cavallo tra un giro e l'altro di questo pianeta attorno al sole (più o meno, visto il disavanzo di quasi sei ore che si recupera ogni quattro anni) festeggierò lo stare tra amici, il fatto di essere vivo, il fatto di avere persone che riescono a pensarti e a tirarti su, al fatto di essere importante per qualcuno anche se a te sembra di non aver mai fatto niente per esserlo.

Festeggiare...

Festeggerò anche il mio essere così chiuso, il mio essere così poco loquace da risultare un libro aperto per chiunque sappia leggere i miei occhi, il mio essere così iracondo quando si toccano questioni di principio in cui credo fermamente, il mio non dare quasi mai seconde possibilità se in questione c'è uno di questi principi, il mio essere talmente stupido da risultare più intelligente di chi pensa di esserlo davvero, insomma a tutti quei difetti che mi porto appresso e che fanno di me quello che sono, quello che si vede, quello che non è nascosto. I pregi, beh, quelli credo che saranno altri a darmeli, io non sono in grado di vederli.

E allora festeggiamo, nuovo giro, nuova corsa, come se potessimo decidere di saltar giù dalla giostra. Speriamo solo che il macchinista sia sobrio!! Avanti tutta...

viruslibero
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giovedì, 28 dicembre 2006, ore 10:11

Rileggevo i miei post, non so se è la giornata di oggi, non so se è il fatto che Natale è passato, insomma non so e basta, però quello che scrivo solitamente oggi mi sembra più cupo del solito, più triste, più tetro. Non mi sento così triste, ci sono quei momenti in cui lo sono, ma in effetti non mi ci sto riconoscendo tanto. Sono più solare oggi (grossa parola per me solare, è come dire notte di luna o notte senza :-D) oppure quello che ho scritto finora forse non rispecchiava esattamente il mio vero stato d'animo? E' vero che non sono proprio felice, ma forse ho descritto con troppa enfasi una sensazione che così enorme non era... Forse man mano che vado avanti prendo sempre più coscienza del fatto che devo trovare uno sbocco alla situazione in cui mi trovo, forse ho toccato il mio fondo e non sono uno che scava, per cui voglio tornare su, al pelo dell'acqua, e magari cominciare a scalare la montagna, ma questo si vedrà solo quando sarò riemerso, e ancora ce ne vuole. Intanto però questo mare in cui mi trovo lo vedo meno opprimente, forse qualcuno cui voglio bene è riuscito a portarmi un paio di pinne che mi auteranno a muovermi meglio. Vediamo se le correnti mi permetteranno la risalita, l'intenzione c'è. Sto provando ad analizzare il posto in cui mi trovo, comincio a vedere frotte di pesci e di predatori del mare e vedo come si muovono, dove vanno e quando lo fanno, e comincio a capire quali siano le correnti che sfruttano e i momenti in cui ci si deve muovere di qua piuttosto che di là, e inizio a capire come fare per muovermi verso l'alto, verso la superficie. Però visto da qua il posto non è mica male, devo dire, è buio, certo, ma ha un suo fascino, forse va solo visto sotto un'ottica diversa, o forse va guardato con la consapevolezza che è un posto in cui si può sempre tornare, viverci sarebbe troppo monotono e opprimente, ma magari ridiscendere ogni tanto farebbe bene. Man mano che scrivo mi rendo conto di notare cose che non vedevo, sentire cose che non sentivo, toccare cose che pensavo non ci fossero, mi da tanto la sensazione di un posto in cui rifugiarsi ogni tanto, come il mio luogo in cui scappo spesso. Potrei considerarlo parallelamente come una situazione in cui scappare quando il resto mi sta stretto, un'immersione ogni tanto credo faccia bene. Ok, mi infilo ai piedi queste pinne e vediamo dove arrivo, l'importante è non salire troppo in fretta, rischierei una embolia, andiamo piano, compensiamo e godiamoci il panorama sottomarino che man mano diventa più chiaro e assume colore. Non riesco ancora a muovermi bene, la pressione è forte, ma le pinne aiutano parecchio a gestire le correnti, e a volte è bene farsi trasportare finchè non si arriva laddove poi si può deviare e proseguire da soli...
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mercoledì, 27 dicembre 2006, ore 17:06

Ero alla ricerca di un nuovo aspetto per questo blog che comincia a prendermi la mano. Solo che erano tutti o troppo allegri o troppo malinconici, o troppo ispirati a un tema preciso, ne volevo uno che rispecchiasse il mio essere attuale, beh, eccolo qua. Non è certo il massimo dell'allegria, ma non lo sono nemmeno io questi giorni, e leggendomi ve ne sarete accorti sicuramente no? Però mi piace, mi dà tanto la sensazione che provo, quel buio in cui sono immerso alla ricerca della lucina per trovare l'uscita, anche se la metafora buio=brutto e luce=bello mi pare troppo scontata, è che proprio mi sento così nella vita, sono una stanza buia da scoprire e pochi che entrano riescono a vedere, ma per chi ha la pazienza di aspettare che l'occhio si abitui all'oscurità credo ci sia abbastanza da scoprire, gli altri escano e rimangano fuori. Si, mi si addice, per ora lo tengo così ma è comunque in costruzione, appena ho tempo farò sicuramente altre modifiche, alla prossima!!
viruslibero
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mercoledì, 27 dicembre 2006, ore 10:17

Qualche giorno è passato, il natale, o la festa per il solstizio di inverno, o la ricorrenza dello scambio dei doni, o la visita di Babbo Natale, o qualunque cosa significhi tale data, è passata. Meno male. Meno male o purtroppo. Purtroppo perchè stavolta, e sinceramente non ci speravo, è stata davvero bella, perchè accanto ho avuto quell'angelo di persona di cui mi beo di avere l'amicizia, e che quando meno te lo aspetti riesce a donarti tanta di quella felicità che riesci per qualche ora a dimenticare, a non pensare, a essere contento di avere lì con te un'anima candida che si definisce cinica ma che di fatto non lo è nemmeno se prova ad esserlo. Meno male perchè poi, finita la notte arriva la mattina, "normalemente" questa frase significa la gioia dopo il dolore, la luce dopo il buio, la felicità dopo la sofferenza, e invece stavolta no, perchè la notte è stata bellissima e la mattina, con l'arrivo di auguri che non sai come interpretare riporta a galla sensazioni controverse che ti portano malumore, e allora, anche se hai dormito praticamente quattro ore ti alzi e scappi, fuggi e ritorni a quei luoghi che proprio quel giorno rispecchiano il tuo umore, l'animo agitato che sbatte e schiuma, si calma un attimo e poi riprende a dar schiaffi e a contorcersi dando spallate e mostrando tutto se stesso contro la costa del tuo essere. E tutto questo l'ho anche fotografato!! Incredibile... Poi però torna un pò di calma, con un pò di malinconia, ma comunque la calma. E allora sopporti anche il parentame che evita di far domande ma ti guarda e sa, o gli amici che invece non capiscono e non fanno domande ma immaginano e te lo fanno capire, o i pseudo-amici che vedi e saluti e ti fanno gli auguri (ma di che?) e che magari poco prima parlavano di te e di come sei sparito e misurano la tua amicizia con quanto ti fai vedere in giro... Meno male che poi, pur non avendo credito nel telefonino tieni compagnia a chi è in viaggio per far ritorno a casa, e quei pochi minuti ti mettono a tuo agio e ti danno motivo di dire che la giornata è finita bene, non poteva andar meglio, proprio come quella precedente... e anche se non me la da o se non la voglio alla fine va benissimo così :-D Pensiamo al capodanno ora, e facciamo passare anche questo!!
viruslibero
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categoria : pensieri personali





venerdì, 22 dicembre 2006, ore 16:12

Purtroppo credo che non riuscirò a scrivere in questi giorni di festa, non avendo una connessione a casa, non ancora almeno. Cosa farò in questi giorni ancora non lo so, forse una pizzata tra amici il 24 sera, nella speranza di riuscire a vedere volti e anime veramente amiche, senza ipocrisie nè falsi sorrisi, che sicuramente non mancheranno. Sono anche indeciso infatti se partecipare a questi riti del "quieto vivere", ma se a Natale bisogna essere più buoni credo proprio che NON lo farò :-D Scherzo... Più che altro cercherò di far passare in fretta queste giornate del correre di qua e di là per fare gli auguri di una festa che non sento, che mi appartiene sempre meno e che odio sempre più, non tanto per la festa in sè, quanto per l'ipocrisia che si porta appresso, ma di questo ho già detto in precedenza. Oltre ovviamente alla tristezza intrinseca che mi porto dentro e che spero di riuscire a soffocare perchè rischia di travolgermi e di sbattermi nell'oblio di qualche giorno in cui tutti fanno finta di essere contenti e che io, da par mio, non riesco a fingere come altri. Credo che dovrò cercare di starmene in giro per conto mio abbastanza da non far trasparire questo mio stato d'animo a chi mi sta attorno, perchè non credo avrò voglia di dare spiegazioni, anche se sicuramente per chi mi conosce bene sarà evidente, Fortuna che quelle persone si contano in mezza mano :-D Poi in questi giorni cerco almeno di non parlare di politica o di etica (sento tante di quelle stronzate in tv sul caso Welby da farmi venire i conati, tanto papaveri che si riempiono la bocca di cose che nemmeno capiscono) anche se a volte mi piace impelagarmi in queste discussioni con chi magari pensa di avere in mano la verità rivelata, anche perchè vorrei avere di fronte chi sa di cosa parla, io non lo so ma nemmeno pretendo di avere ragione, il mio mestiere preferito è quello di instillare dubbi, su me stesso prima di tutti ma anche su chi mi sta di fronte a farmi capire di aver ragione. Cerco di non parlarne perchè sto diventando cinico e rischio che qualcuno si offenda per le cose che dico perchè quando le dico non sto a guardare chi ho di fronte, anche se in fin dei conti potrei anche non farne conto, tanto alla fine sono cose che penso comunque e il quieto vivere non fa per me, bisogna accettarsi per come si è, giusto? Io questo sono, prima o poi uscirà fuori, per cui è inutile perdere tempo a sembrare quello che non sono... Bon, per oggi ho rubato anche troppo tempo al lavoro, torniamo a far qualcosa, o almeno a far finta gh gh gh
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giovedì, 21 dicembre 2006, ore 15:17

Credo che oggi non scriverò, giornata strana oggi, non ho voglia di esprimermi, che di per sè detto da me è normale, ma se non ho voglia di esprimermi scrivendo è strano, e siccome non so come interpretarlo non scrivo. Come dite? E' quello che sto facendo? Porca miseria, è vero... Quindi sto esprimendo il mio non aver voglia di esprimermi? Certo che sono proprio strano oggi...
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mercoledì, 20 dicembre 2006, ore 11:06

Provo a dire cosa significa per me il Natale. Premetto, sono un bastiancontrario per natura, scettico e rompiballe, e come tale mi viene spontaneo un senso di critica verso qualunque cosa sia "normale" o "di tutti". E infatti il Natale, festa che in teoria dovrebbe ricordare la nascita del Messia, Gesù, il figlio di Dio etc per me risulta solo un'occasione di scambio doni e per stare in compagnia o in famiglia. Anche perchè ormai questa festa ha perso di significato, o perlomeno del suo significato originale, proprio come era stato fatto quando scegliendo questa data si era persa un'altra vecchia festività pagana ai tempi dell'impero romano, forse il solstizio invernale, ma non sono sicuro. In questo periodo si vede di tutto, persone che cercano di essere più buone quando tutto l'anno hanno mancato a tutti i comandamenti e oltre, gente sostanzialmente buona che diventa intollerante proprio per l'ipocrisia dei primi, gente che comincia a frequentare maggiormente la Chiesa per "sentire" meglio la festa (o per far notare che è credente, almeno una volta l'anno), gente che pensa che Babbo Natale e Gesù Bambino siano la stessa cosa, gente che spende e spande in regali in barba a chi non può permettersi nemmeno di pensare a festeggiare, gente che fa il presepe con muschio e neve quando in terra santa di certo non se ne vede mica tanta (anche la rima, wow), gente di altre religioni o di nessuna che guarda tutto questo andirivieni e gente a cui non importa niente del significato e festeggia per puro spirito di compagnia o di "adattamento". Personalmente è da tempo che seguo la "tradizione" dello scambio doni solo per adattamento, anche se il fatto di adeguarmi agli usi comuni e al consumismo che questa festa di fatto impone mi fa un pò venire l'orticaria, preferisco di gran lunga comprare doni per chi mi è caro quando mi vien meglio e senza motivi particolari che rendano questa cosa "dovuta", certo se guardassi alle finanze sarebbe un quasi mai, per cui per comodità mi adeguo. Spero ovviamente di non offendere nessuno con la mia idea, ma questo è il mio pensiero e credo vada rispettato come quello di chiunque al mondo.
viruslibero
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martedì, 19 dicembre 2006, ore 09:17

Questa splendida invenzione dell'uomo nata gutturalmente ed evolutasi via via trovando anche il modo di riportarla su superfici che la conservassero. Splendida e cattiva, all'occorrenza, dipende dall'uso che se ne fa. La composizione delle parole dà sempre emozioni, positive, negative o neutre, dipende da chi e da come vengono usate. Sono arrivato a perdere, o meglio, a ritenere chiuse delle amicizie per l'uso che venne fatto dalle parole, non so se sono io a essere pignolo o gli altri a dare poca importanza a queste, il fatto è che quando parlo e scrivo do molto peso alle parole e sto bene attento a quello che "compongo", altri lo fanno per dare aria alla bocca. Mi sta bene quando si cazzeggia, non quando si parla di cose a cui do molta importanza nella vita, amicizia, amore, odio. E una volta dette o scritte le parole non tornano indietro, e poco si può fare per rimediare. E a volte ti ritrovi a piangere per un bigliettino di auguri di compleanno, ad avere un tuffo al cuore e gli occhi lucidi per un messaggino nel cellulare che ti sveglia alle due di notte o a urlare tutta la tua delusione a colui che pensavi fosse un amico. Ad essere sinceri però mi sono trovato a sbagliare e a dire "lei è la mia fidanzata" pur se ormai da tempo non lo è più, ma forse questo era solo un pensiero, un desiderio, una necessità che è venuta fuori. Non so se è il periodo che attraverso a dare un aspetto diverso a quello che leggo e sento, ma credo fossero solo amozioni nascoste dentro me per paura di tirarle fuori, e ora che il cuore viaggia da solo anzichè all'unisono di un altro come ormai era abituato tutto ciò che lo circonda gli appare più profondo, più significativo, ma anche più doloroso e forte.
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lunedì, 18 dicembre 2006, ore 10:26

Dovrei titolare tutti i post "Pensieri", ma forse sarei ripetitivo, un pò come nella vita... Stamattina ho trovato il primo commento su questo blog! Veramente erano due, ma l'autore (anzi l'autrice) era uno solo. Devo esserne contento, in fondo questo è un mio diario pubblico, certo non posso scrivere esattamente quello che spesso in questo periodo mi capita di scrivere su carta o su pc, però poco ci manca. E' passato un altro fine settimana, quello che per me sta diventando una vera tortura. Avere così tanto tempo per pensare mi sta logorando, e il fatto di aver poco tempo (sembra un paradosso, e in effetti è così) per non poter star da solo in quei posti che mi aiutano a superare le barriere del tempo mi fa male. Ho un posto che mi aiuta, che mi dà pace, e quei tre quarti d'ora che ci metto ad arrivare passati in auto a seguire le musiche che escono dall'autoradio mi trasportano in posti vicini al cuore e lontani nel tempo che mi danno modo di fuggire a quello che vivo adesso e che mi porta a piangere guardando un film o a emozionarmi seguendo quelle luci lampeggianti che vengono giù da cielo nelle notti montane. Azz, sembro veramente un libro dell'orrore a rileggermi, ma nella vita non è che mi discosti molto dall'orrore, forse solo in modo diverso...
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venerdì, 15 dicembre 2006, ore 15:19

Si, pensieri. E' un periodo che ne ho tanti, e di vari tipi, che spaziano tra sentimento, mancanza di motivazione, consapevolezza di sentirmi inutile, voglia di fare, di aiutare altri, di aiutare me stesso, di allontanarmi da tutto e di rimanere me stesso. Mi sento come messo nel frullatore della vita senza che questo riesca ad amalgamare tutte le situazioni in cui sono immerso e farle convivere. Sto cercando di capire come posso uscire dal recipiente e azionare l'interruttore. Ma non so se ci riesco, per ora vedo solo tante persone che passano davanti al bancone dove sta il frullatore e guardarlo senza far niente, e io urlo e urlo, ma nessuno mi sente. Speriamo solo che non mi si beva così come sono...
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